IL TARDOROMANTICISMO

Edward William Elgar (Lower Broadheath, 1857 - Worcester, 1934), Nel suo repertorio figurano sei cantate; gli oratori The Apostles e The Kingdom, il concerto per violino op. 61, composto per Fritz Kreisler, e quello per violoncello op. 85, l' ouverture sinfonica Cockaigne op. 40, lo studio sinfonico Falstaff op. 68 e due sinfonie, op. 55 in la bemolle e op. 63 in mi bemolle. La morte lo colse mentre lavorava a una terza sinfonia e a un' opera, The Spanish Lady. Nella sua musica, elegante e malinconica, è evidente l' influenza di Wagner e di Brahms.

G. Mahler Gustav Mahler (Kalishte, 1860 - Wien, 1911) compose nove sinfonie, delle quali quattro includono parti vocali soliste o corali. A queste si aggiungono una serie di lieder: Das Lied von der Erde (Il canto della terra), una sorta di fusione tra il Lied e la sinfonia, i Kindertotenlieder (Canti dei bambini morti) e Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo),che esistono in due versioni, accompagnati dal pianoforte e dall'orchestra, Lieder eines fahrenden Gesellen (Canto di un compagno viandante), che ha un accompagnamento orchestrale.  Mahler compose anche Lieder per voce e pianoforte e lasciò una decima sinfonia incompiuta. Come Wagner e Bruckner, Mahler impiegò vaste risorse orchestrali, ma la sua orchestrazione, con la sua enfasi sui valori timbrici, anticipa in più di un esito il XX secolo. L' opera di Mahler rappresenta l' apogeo dell'espansione tardoromantica della sinfonia: le più brevi (la Prima e la Quarta) durano oltre un'ora, e la più lunga (la Terza, in sei movimenti) più di un'ora e mezzo, con il solo primo movimento di trentacinque minuti. Usando la libertà che aveva permesso a Wagner e Bruckner di spingere ai limiti il sistema tradizionale di tonalità e accordo, Mahler rimase all'interno di tale sistema, ma alterandone la premessa di base: buona parte delle sue sinfonie hanno uno schema tonale progressivo che termina su una tonalità diversa da quella iniziale. Le sinfonie rappresentano inoltre una sorta di viaggio psicologico, una lotta titanica tra ottimismo e disperazione, che si manifesta sotto forma di acuta ironia. In questa miscela inestricabile di gioia e sofferenza Freud, che lo ebbe in cura, individuò una faccia fondamentale della sua personalità. Ciononostante, il tessuto della sua musica resta contrappuntistico e l'orchestrazione è utilizzata per far sì che le varie linee musicali risuonino con la massima chiarezza possibile.

Richard Strauss (Munchen, 1864 - Garmisch-Partenkirchen, 1949). Figlio di un eminente cornista che lo avviò fin dall' età di quattro anni allo studio della musica, Strauss cominciò la carriera di direttore a ventun anni, e per gran parte della sua vita guidò orchestre importanti nei maggiori teatri lirici in Germania e in Austria. Dopo l'avvento del nazismo, fu dal 1933 al 1935 capo onorario dell'ufficio musicale del Terzo Reich. Durante la seconda guerra mondiale rimase in Germania, dove morì pochi anni dopo. Le sue prime composizioni, tra cui una Sonata per violoncello e pianoforte, la Burleske per pianoforte e orchestra e la fantasia sinfonica Aus Italien, mostrano forte influenza classica e romantica. Portò il poema sinfonico a un alto livello e utilizzò la tecnica del Leitmotiv derivata da Richard Wagner. Portò anche delle innovazioni nell' armonia e nella strumentazione, ampliando enormemente le potenzialità espressive dell'orchestra moderna. Nacquero opere come Don Juan, Macbeth, Tod und Verklärung, Till Eulenspiegels lustige, Also sprach Zarathustra, Don Quixote e Ein Heldenleben . Poi, dopo l'allestimento della sua prima opera di successo, Salome (1905), Strauss iniziò la collaborazione con il poeta e scrittore austriaco Hugo von Hofmannsthal, con cui produsse le sue opere migliori, come Elektra, Der Rosenkavalier, Ariadne auf Naxos, Die Frau ohne Schatten e Arabella. Tra gli altri lavori si ricordano il balletto Josephslegende, la Symphonia domestica e Eine Alpensinfonie, entrambe per orchestra, e Vier letzte Lieder , per soprano e orchestra.

Johan Julius Sibelius (Hämeenlinna, 1865 - Järvenpää, 1957) Oltre a essere il più importante compositore finlandese, s è considerato anche uno dei maggiori autori sinfonici del XX secolo. La sua musica si ispira soprattutto alla natura e alle leggende del suo paese, simboleggiate dal poema finnico Kalevala, e, pur non incorporando direttamente brani popolari, ne impiega molti tratti ritmici e melodici caratteristici. Una delle sue opere orchestrali più note, il poema Finlandia, fu vietato dagli occupanti russi perché suscitava un eccessivo fervore patriottico tra i finlandesi. Lo stile di Sibelius si caratterizza per l' uso frequente di brevi motivi, continuamente trasformati, che divengono melodie compiute. La sua concezione della sinfonia fu complementare a quella di Gustav Mahler: per Sibelius la cosa più importante era la "logica profonda che crea un legame tra tutti i motivi". Tra le principali opere del compositore finlandese sono sette sinfonie (1899-1924) e i poemi sinfonici En Saga, Il cigno di Tuonela, Corsa notturna e alba, Oceanidi e Tapiola. Scrisse anche un concerto per violino , musica da camera e corale, brani per pianoforte e varie canzoni.

Isaac Manuel Francisco Albeniz (Campród, 1860-1909). La sua produzione comprende musica teatrale, sinfonica, musica da camera e pianistica; è in quest'ultimo campo che espresse il meglio di sé: il suo capolavoro è la suite per pianoforte Iberia (1906-1909), evocativa, virtuosistica e musicalmente complessa. Tra le composizioni non pianistiche la più riuscita è probabilmente l'opera Pepita Jiménez (1896).
Enrique Costanzo Granados y Campina (Lérida, 1867 - canale della Manica, 1916). Il suo capolavoro è la suite per pianoforte Goyescas, ispirata alle opere di Francisco Goya. Alcuni temi della suite furono in seguito usati in un' opera, anch'essa intitolata Goyescas, che contiene il famoso Intermezzo per orchestra. Tra le altre composizioni vanno ricordate dodici Danzas españolas per pianoforte. 

Cesar Auguste Franck (Liegi, 1822 - Paris, 1890). Le sue composizioni son caratterizzate dall' uso delle forme classiche, incluse la sinfonia e la sonata, che egli tuttavia adattò al gusto del tardo Romanticismo e all' estetica musicale di Wagner. Alternando tematiche mistiche ad accenti drammatici, egli seppe rinnovare la forma ciclica già adottata da Berlioz, mantenendone la caratteristica del tema ricorrente, con le opportune modifiche, in tutti i movimenti, ma rinnovandola dal punto di vista armonico con un uso ardito del cromatismo. Sebbene trascurata dai suoi contemporanei, la sua musica fa oggi parte del repertorio tradizionale di orchestre e solisti: la sua Sinfonia in re minore è tra i brani sinfonici più eseguiti. Nella sua produzione si segnalano inoltre l' oratorio Les béatitudes; musiche per orchestra, tra cui tre poemi sinfonici,le Variations symphoniques per pianoforte e orchestra; la sonata per violino e pianoforte (1886); e le opere per organo, tra le quali il Grand pièce symphonique op. 17 e i Trois chorals.
Camille Saint-Saëns (Paris, 1835 - Algeri, 1921), Il lavoro più conosciuto è l' opera Samson et Dalila (1877). La musica, che si inscrive nella tradizione classica, è elegante e precisa nei dettagli e nella forma; allo stile lirico della musica francese ottocentesca unisce una maggiore attenzione alla forma. Saint Saëns compose cinque concerti per pianoforte e tre per violino. Tra gli altri lavori sono il poema sinfonico Danse Macabre (1874), la Terza sinfonia in do minore (1886) per organo, pianoforte e orchestra, e la suite per orchestra con due pianoforti Le carnaval des animaux (1886).
Georges Bizet (Paris, 1838 - Bougival, 1875), compositore d'opera. Studiò al Conservatorio della capitale francese con il compositore Jacques Halévy. Tra le principali opere si ricordano Les pêcheurs de perles , La jolie fille de Perth e Djamileh. La sua creazione più importante è Carmen : L'opera, famosa per l'intensa vitalità del ritmo e della melodia, è ambientata in una Spagna variopinta e picaresca, un esempio dell'esotismo tipico dell'epoca romantica. In questo brano Carmen canta la suggestiva habanera (un ritmo di danza di provenienza cubana molto popolare in Spagna). Lo stile vocale operistico venne creato per far sì che i cantanti sovrastassero con le loro voci l'accompagnamento strumentale e riuscissero a "riempire" un teatro. Purtroppo Bizet, che morì pochi mesi dopo la prima rappresentazione, non poté assistere alla consacrazione del suo capolavoro. Scrisse inoltre una sinfonia (1855), la suite sinfonica, le musiche di scena per L'Arlésienne di Alphonse Daudet e l'ouverture drammatica Patrie, più varie composizioni per voce e per pianoforte, come i dodici Jeux d'enfants per pianoforte a quattro mani, in seguito trascritti anche per orchestra.
Jules Emile Frederic Massenet (Montaud, 1842 - Paris, 1912), compose oratori, cantate, pezzi strumentali e suites orchestrali, ma la sua popolarità è legata alle opere, alle loro melodie sensuali ed eleganti e alle loro trame sentimentali. L' opera Manon è il suo lavoro più importante e viene ancora eseguita. Tra le altre sue opere sono Hérodiade, Le Cid , Werther , Thaïs e Don Quichotte . La celebre Elégie è un'aria dalla musica di scena composta nel 1873 per il dramma Les Erinyes di Charles-Marie Leconte de Lisle.

Aleksandr Porfirevic Borodin (Pietroburgo, 1833-1887) Allievo del chimico Dmtrij Mendeleev, fu autore di importanti studi sulle aldeidi che gli valsero, nel 1864, la cattedra di chimica organica all'Accademia militare di San Pietroburgo. Alla ricerca, mai abbandonata, Borodin affiancò la passione per la composizione, un'attività cominciata sin dall' adolescenza: il primo lavoro, un concerto per flauto, fu composto a tredici anni. Determinante fu l'incontro con Modest Musorgskij, che lo liberò da un eccessivo influsso della musica romantica e lo introdusse nell'ambiente dell'avanguardia musicale. Agli anni compresi tra il 1862 e il 1867 risale la composizione della Prima Sinfonia; due anni più tardi, nel 1869, Borodin cominciò l' opera Knjaz Igor, ispirandosi al Canto della schiera di Igor, un poema epico del XII secolo. La composizione dell' opera, che rimase comunque incompiuta, impegnò Borodin per diciassette anni. Parti delle sezioni finite vennero incorporate nella Seconda sinfonia, mentre l'orchestrazione e il definitivo completamento si devono a Rimskij-Korsakov e Aleksandr Glazunov. Altri lavori importanti di Borodin sono l' opera Bogaturi , il quadro musicale Nelle steppe dell'Asia centrale, due quartetti per archi e diverse liriche. 
Milij Alekseevic Balakirev
(Ni'nij Novgorod, 1837 - Pietroburgo, 1910). Studiò nella città natale e a diciott'anni si trasferì a San Pietroburgo, dove entrò in contatto con Michail Glinka. Sotto la sua influenza il Gruppo dei cinque (gli altri erano Balakirev, Borodin, Cui e Rimskij-Korsakov) si staccò dalle forme musicali tradizionali, utilizzando melodie popolari russe nelle composizioni, e fiabe della tradizione nazionale come base per le opere. Nel 1862 Balakirev fu tra i fondatori della Libera scuola di musica di San Pietroburgo, e nel 1869 divenne direttore della Cappella imperiale e della Società imperiale di musica. Tra le sue composizioni sono i poemi sinfonici Tamara e Russia, e la fantasia per pianoforte Islamey, uno dei brani più brillanti e impegnativi di tutto il repertorio pianistico. Scrisse anche composizioni per pianoforte e per voce.
M. Mussorgsky Modest Petrovic Musorgskij (Karevo, 1839 - Pietroburgo, 1881).  Musorgskij compì gli studi dapprima privatamente e quindi presso l'accademia militare di San Pietroburgo. Diciottenne, conobbe Aleksandr Sergeevic Dargomy'škij, grazie al quale entrò a far parte del circolo dei compositori nazionalisti oggi noto come il Gruppo dei Cinque. Nel 1858 abbandonò il servizio militare per dedicarsi alla musica; dopo il 1863 si mantenne con un impiego statale. Le sue armonie audaci e poco ortodosse, basate sulle scale della musica popolare russa, influenzarono in seguito anche compositori non russi. Completato nel 1868 e allestito per la prima volta nel 1874, Boris Godunov è un lavoro monumentale, insolito per l'uso musicale e drammatico del coro e ammirato per l'acutezza psicologica e l'evocazione del popolo russo. Tra le altre composizioni di Musorgskij sono la suite per pianoforte Quadri di un'esposizione, il poema sinfonico Una notte sul Monte Calvo e le opere incompiute Khovanšcina, completata da Rimskij-Korsakov, e La fiera di Sorocinsk, completata da Cui.
Nikolaj Andreevic Rimskij-Korsakov (Tikhvin, 1844 - Pietroburgo, 1908) fu un grande teorico musicale ed orchestratore: Rimskyij-Korsakov oggi è ricordato per la brillantezza e freschezza delle sue strumentazioni, più ancora che per l'originalità delle idee musicali. La sua influenza di orchestratore fu sentita direttamente dai suoi allievi, come Igor Stravinskij e Aleksandr Glazunov, e indirettamente tramite il suo Trattato di strumentazione, pubblicato postumo nel 1913. Tra le composizioni di Rimskij-Korsakov sono le opere Snegoyra¹ka (La fanciulla di neve) e Le coq d'Or e le opere sinfoniche Capriccio Espagnol, Shéhérazade e l' ouverture La grande Pasqua russa. Pur rivalutando le melodie e i ritmi suonati e danzati del folclore nazionale, attinse anche alla forma e all' orchestrazione dell' Europa occidentale. Scheherazade denota inoltre il suo interesse per la vicina cultura islamica, che tanto peso ebbe sulla cultura e sull'arte russa di fine Ottocento. 
Sergej Vasilevic Rachmaninov (Oneg, 1873 - Beverly Hills, 1943). Uno dei più brillanti pianisti del XX secolo, le cui composizioni sono considerate tra le ultime maggiori espressioni dell'epoca romantica. Il Preludio in do diesis minore per pianoforte, e l' opera Aleko lo resero celebre come compositore.. Scrisse 4 meravigliosi concerti per pianoforte, di cui esiste l' incisione suonata dall' autore, 3 sinfonie, il poema sinfonico L' isola dei morti, la Liturgia di San Giovanni Crisostomo, per coro, il Trio élégiaque, in memoria di Cajkovskij, la sinfonia corale Le campane, su un poemetto di Edgar Allan Poe, le Variazioni sopra un tema di Corelli per pianoforte, la Rapsodia sopra un tema di Paganini per pianoforte e orchestra. In consonanza con gli altri autori del suo tempo, privilegiò le composizioni di grande portata melodica con un sottofondo di rassegnata malinconia. La vitalità e la profonda coloritura dei suoi lavori lo distinguono tuttavia sia come compositore sia come esecutore. 

Aleksandr Nicolaevic Skrjabin (Moskva, 1872-1915). La sua musica è caratterizzata da una grande complessità ritmica e da melodie che comunicano un'atmosfera di ascesi mistica. Studiò al Conservatorio della sua città, dove in seguito insegnò pianoforte. Skrjabin cercò di dimostrare il rapporto tra altezze e colori progettando un clavier à lumières, una tastiera luminosa che proiettava su uno schermo i colori che dovevano corrispondere ai toni musicali. Lo strumento non fu mai costruito, e il suo poema sinfonico per orchestra Prometheus, il poema del fuoco venne eseguito con la proiezione di semplici diapositive colorate. Skrjabin ampliò l'armonia tonale attraverso un proprio sistema basato su un accordo "mistico" costruito esclusivamente su intervalli di quarta. Tra le altre sue opere si ricordano dieci sonate; la Terza sinfonia Il poema divino e Il poema dell'estasi per orchestra.

L' OPERETTA

È un genere di teatro musicale di carattere leggero con canto e danze inframmezzati da parti dialogate. L' operetta viennese, che ha le sue radici nel singspiel, raggiunse fama internazionale con Johann Strauss jr e Franz Lehar. In Francia tale genere è chiamato opera bouffe ed in Inghilterra ballad opera.
Jacques Offenbach (Colonia, 1819 - Paris, 1880) fu non l' iniziatore, ma il promotore di questo genere musicale. Le sue operette più famose sono La belle Hélène ed Orphée aux enfers (di cui è celeberrimo il can-can) e lì, se a prima vista ci troviamo di fronte a soggetti mitologici, comunque non sfuggono le allusioni geniali, ironiche, caricaturali al secondo Reich tedesco ed alla Terza Repubblica francese. C' era chi lo detestava e chi lo venerava. Orchestratore straordinario, Rossini lo definì "il piccolo Mozart degli Champs-Élysées". Kraus, difendendo la sua musica, sosteneva che essa assolvesse alla funzione di liberare dalle cose futili della vita tramite la caricatura, di stimolare l' attività intellettuale e di riposare la mente. Si cimentò nell' opera propriamente detta, con Les contes d' Hoffmann.
Johann Strauss jr (Wien, 1825-1899) si esibì per la prima volta, alla testa di una propria orchestra, all' età di diciannove anni. In quell' occasione suo padre, Johann senior, il quale per nulla desiderava che suo figlio intraprendesse la carriera musicale, assoldò una banda di disturbatori che tuttavia non compromisero il felice esito del concerto. Dopo la prematura scomparsa del padre riunì la sua orchestra con quella di quest' ultimo orchestre e divenne in pochi anni famoso a livello internazionale come il "re del valzer". Diede concerti in tutta Europa e fece una tournée negli Stati Uniti nel 1876. Tra i suoi valzer più famosi e ancora oggi suonati sono Vita da artista, Storie del bosco viennese, Sangue viennese, Rose del Sud, Voci di primavera, Il valzer dell'imperatore e soprattutto Sul bel Danubio blu (1867), con il quale si conclude tradizionalmente il concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker. Tra il 1871 e il 1897, Strauss compose 16 operette per il teatro di Vienna; tra queste le più note sono Il pipistrello e Lo zingaro barone.
Franz Lehar (Komárom, 1870 - Bad Ischl, 1948). Nato in Ungheria ed avviato alla musica da Antonin Dvorák, fu direttore di svariate bande militari dal 1890 al 1902. Quindi divenne direttore del Theater an der Wien. La sua prima operetta, Kukuschka, andò in scena nel 1896, le seguenti furono più di trenta. Nel 1905, a Vienna, presentò il suo più grande successo, La vedova allegra. Tra le altre composizioni si ricordano le operette Il conte di Lussemburgo, Il paese del sorriso e l'opera Giuditta. 

L' IMPRESSIONISMO

È una corrente musicale sorta in Francia tra la fine dell' Ottocento e i primi del Novecento, capeggiata da Claude Debussy. Influenzato dai dipinti degli impressionisti francesi e dalla poesia di Verlaine, Baudelaire e Mallarmé, l' impressionismo musicale dava maggior peso ai timbri ed alle atmosfere che alle strutture formali quali la sonata o la sinfonia. Debussy, critico militante oltre che compositore, vide nell' impressionismo una reazione al rigore formale dello stile classico e alla tendenza sentimentale del romanticismo. 
  Claude Achille Debussy (Saint-Germain-en-Laye 1862 – Paris, 1918). Iniziò gli studi musicali al Conservatorio di Parigi all'età di dieci anni. Compì numerosi viaggi in tutta Europa e fu a Mosca nel 1879 come musicista privato. Nel 1884 compose la cantata L'enfant prodigue, opera che gli fece vincere il più importante riconoscimento culturale francese per giovani artisti, il Prix de Rome, che gli valse un soggiorno a Roma di due anni, durante il quale continuò a presentare regolarmente, ma senza successo, nuovi lavori alla commissione del premio. Tra questi, la suite sinfonica Printemps e una cantata, La demoiselle élue, composta su una poesia di Dante Gabriel Rossetti.Nell’ ultimo decennio del secolo, la fama di Debussy cominciò a consolidarsi. Tra le opere di questi anni spiccano il Quartetto per archi in sol minore, e il Prélude à l'après-midi d'un faune, basato sul poemetto di Stéphane Mallarmé. L’ opera Pelléas et Mélisande, dal lavoro teatrale omonimo di Maurice Maeterlinck, andata in scena nel 1902, consacrò definitivamente la fama del compositore francese. Debussy Dal 1902 al 1910 Debussy scrisse soprattutto per il pianoforte con uno stile che, rifiutando l'approccio tradizionale di tipo percussivo al pianoforte, sottolineava le capacità delicatamente espressive dello strumento. Tra le importanti composizioni del periodo sono Estampes, L'Île joyeuse, Images e numerosi preludi. Nel 1909 Debussy scoprì di essere ammalato di un tumore che lo portò alla morte il 25 marzo di nove anni dopo. La maggior parte della produzione di questo ultimo periodo comprende musica da camera, con un gruppo straordinario di sonate (per violino e pianoforte, per violoncello e pianoforte, e per flauto, viola e arpa) in cui l’ essenza del suo stile viene distillato in rarefatte strutture di gusto quasi neoclassico. Tra i molti altri lavori importanti sono il balletto Jeux, il poema sinfonico La mer , e i Cinq poèmes de Baudelaire per canto e pianoforte. La musica dello stile maturo di Debussy anticipò molta musica moderna e fece di lui uno dei più importanti compositori a cavallo dei due secoli. Le sue innovazioni furono di tipo soprattutto armonico. Pur non essendo stato lui a ideare la scala di toni interi (ha derivazioni orientali), fu il primo a utilizzarla con successo. Un'altra scala orientale da lui utilizzata è la scala slendro, una scala che divide l’ ottava in cinque parti quasi uguali: 2 intervalli sono maggiormente ampi degli altri tre, tale scala fu resa nel sistema occidentale come una scala pentatonica (es. Do-re-mi-sol-la-do). Il suo trattamento degli accordi è rivoluzionario per i tempi: essi vengono disposti in modo da indebolire, anziché rafforzare, la percezione di una specifica tonalità, usandoli per il loro individuale colore ed effetto, piuttosto che funzionalmente all'interno di una progressione tradizionale. È bene ricordare inoltre che una delle sue tecniche armoniche era il cosiddetto ripieno, una consecutività, un parallelismo di accordi: tale ripieno può svilupparsi nell’ armonia tonale, in quella atonale, ma anche nel sistema slendro. L’ assenza di una tonalità fissa fornisce alla sua musica un carattere vago e sfumato che fece parlare di impressionismo musicale, in analogia con l'effetto pittorico dell’ omonima corrente nelle arti visive. Debussy non creò una scuola compositiva, ma liberò la musica dalle limitazioni dell’ armonia tradizionale; inoltre, la qualità delle sue composizioni sollecitò altri compositori a sperimentare nuove idee e tecniche.   C.Debussy: preludio La fille aux cheveux de lin
Maurice Ravel (Ciboure, 1875 - Paris, 1937). Sebbene per le caratteristiche della sua musica sia spesso associato a Debussy, Ravel sviluppò un maggiore interesse per gli elementi astratti del linguaggio musicale: in particolare, il gusto per i timbri orchestrali marcati e al tempo stesso trasparenti, fa di Ravel uno degli innovatori della moderna tecnica d' orchestrazione, tecnica che egli seppe anche trasmettere ad altri suoi allievi. Nella sua musica lo spirito dell' impressionismo si fonde con una tecnica e una struttura di derivazione classica. Le armonie modali rivelano lo spirito anticonformista dell'autore, che si dedicò anche a esperimenti bitonali e in alcuni lavori accolse influssi del jazz. I punti di contatto con la musica impressionista emergono invece nella sua produzione pianistica, da Miroirs a Gaspard de la nuit, fino alla Rhapsodie espagnole per orchestra . Altri lavori, come ad esempio Pavane pour une infante défunte, Valses nobles et sentimentales e Le tombeau de Couperin, tutti composti per pianoforte e solo in seguito orchestrati, mostrano come Ravel riuscisse a rievocare elementi del passato in nuovi contesti formali. La produzione teatrale di Ravel include le opere L'heure espagnole e L'enfant et les sortilèges (su un testo della scrittrice Colette), il famoso Boléro (1928) per orchestra, il balletto Daphnis et Chloé, messo in scena dal coreografo russo Sergej Diaghilev. Per il geniale fondatore e animatore dei Ballets Russes, Ravel orchestrò anche la suite per pianoforte a quattro mani Ma Mère l'Oye. Nel 1928, durante una tournée in Canada e negli Stati Uniti, Ravel conobbe George Gershwin. Dall'incontro scaturì una reciproca influenza: di Ravel sull' orchestrazione gershwiniana, e di Gershwin sullo stile pianistico del compositore francese, che venne rinnovato da influenze jazzistiche. Proprio in questo periodo Ravel progettò di comporre i due concerti per pianoforte e orchestra, poi realizzati nel 1931: da un lato il solare Concerto in sol, dall'altro il più meditativo e melanconico Concerto pour la main gauche, composto per il pianista austriaco Paul Wittgenstein. Nel 1931 cominciarono a comparire i primi sintomi della malattia neurologica che lo avrebbe portato alla morte.
Paul Abraham Dukas (Paris, 1865 - 1935). Studiò al Conservatorio della sua città e nel 1909 vi ottenne la cattedra di composizione. La sua fama è legata soprattutto a due opere: lo scherzo sinfonico L'apprendista stregone, brillante brano di musica a programma basato su una ballata di Goethe, e l' opera Arianna e Barbablù, una delle più importanti opere francesi moderne. Tra gli altri lavori di Dukas sono il poema danzato La péri e il Sonnet de Ronsard, per voce e pianoforte.

Ottorino Respighi (Bologna, 1879 - Roma, 1936). Dopo aver esordito come compositore di melodramma, Respighi si rivolse al poema sinfonico, creando le opere che lo resero celebre: Le fontane di Roma, I pini di Roma, Feste romane. Senza per questo mortificare le doti melodiche della nostra tradizione, Respighi sfoggiò grandi doti di sinfonista, in un genere piuttosto trascurato dalla scuola musicale italiana. Inoltre, Respighi seppe coniugare felicemente le doti di compositore con rare capacità di trascrittore, doti ben esemplificate da Antiche arie e danze per liuto (tre suite per orchestra d'archi tratte da opere di musica antica). Tra gli altri lavori si ricordano il melodramma Belfagor;,i balletti La boutique fantasque , su musiche di Gioacchino Rossini, allestito da Sergej Diaghilev, e Passacaglia, su musiche di Johann Sebastian Bach, la suite per piccola orchestra Gli uccelli, da cui fu tratto l' omonimo balletto del 1933, nonché musica da camera, come la Sonata in si minore per pianoforte e violino.

Manuel De Falla (Cadice, 1876 - Alta Gracia, 1946). Sotto l'influenza di Pedrell, suo insegnante di composizione, per il quale la tradizione popolare di un paese doveva essere la base della sua musica colta, De Falla sviluppò uno stile nazionalistico che divenne caratteristico delle sue composizioni. In generale, però, più che adottare i canti popolari spagnoli, i suoi temi li ricreano interpretandone lo spirito. L'altra componente fondamentale della sua musica è l'impressionismo, che egli derivò da Claude Debussy e Maurice Ravel, frequentati durante il soggiorno parigino. Tra le sue composizioni sono: Noches en los jardines de España, per pianoforte e orchestra, l' opera La vida breve , i balletti El amor brujo e Il cappello a tre punte; l' opera da camera Il teatrino di mastro Pedro, un concerto per clavicembalo,musica per chitarra.

Frederick Delius (Bradford, 1862 - Grez-sur-Loing, 1934). La sua musica è caratterizzata da atmosfere liriche di stile vagamente impressionistico. Compose le opere A Village Romeo and Juliet e Fennimore and Gerda, i brani per orchestra Brigg Fair e On Hearing the First Cuckoo in Spring, un Concerto per violino, musica da camera e liriche per canto e pianoforte.

IL VERISMO

Amilcare Ponchielli (Paderno Fasolaro, 1834 - Milano, 1886). Non ebbe difficoltà ad affermarsi come operista: dopo il successo dei Promessi Sposi a Milano, ebbe l' appoggio dell'editore Ricordi, cosa che favorì la rappresentazione al teatro alla Scala dell' opera I Lituani . Seguì la collaborazione con il librettista Arrigo Boito che, pur tra riserve e perplessità di Ponchielli, scrisse il libretto per La Gioconda. Gli eccessi violenti e grotteschi del libretto sono bilanciati dalla varietà e dalla ricchezza della musica, che, pur cercando gli effetti spettacolari, non scade mai nel volgare. L' opera viene allestita ancora oggi.
Pietro Mascagni (Livorno, 1863 - Roma, 1945) studiò nella città natale, ed in seguito a Milano con Amilcare Ponchielli. Allontanato dal Conservatorio per indisciplina, iniziò la carriera di direttore d'orchestra con varie compagnie d' operetta. Nel 1886, durante una tournée, si fermò a Cerignola, in Puglia, dove divenne direttore della scuola musicale. Qui compose il suo lavoro più celebre, l' opera Cavalleria rusticana (1890), che riscosse un successo strepitoso, ed è considerata uno dei migliori esempi del verismo . Il grande favore del pubblico verso quest' opera influenzò altri compositori italiani come Ruggero Leoncavallo e Umberto Giordano. Mascagni compose quindici opere, un'operetta e un balletto, più musica sinfonica e musica sacra, ma solo Cavalleria rusticana e L'amico Fritz vengono regolarmente ancor oggi messe in scena.
Ruggero Leoncavallo (Napoli, 1858 - Montecatini, 1919). Particolarmente colpito da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, Leoncavallo interruppe però il lavoro per comporre, su suo libretto, Pagliacci, l'opera riscosse un grande successo fin dalla prima rappresentazione, che si tenne a Milano nel 1892 sotto la direzione di un giovanissimo Arturo Toscanini. La composizione, di grande forza espressiva e di immediato impatto, conserva ancora oggi un'immutata popolarità, ed è entrata nel repertorio di grandi voci storiche come Enrico Caruso e Titta Ruffo ed è piena di momenti di alto livello musicale: il prologo , in cui per la prima volta un autore d' opera espone le proprie convinzioni estetiche tramite un brano cantato dal baritono (altri compositori, come Berlioz o Wagner avevano affidato alla parola scritta su una trattato le loro convinzioni ed innovazioni), le arie del tenore "Vesti la giubba", celeberrima, piena di disperazione soprattutto nel suo culmine "Ridi, Pagliaccio sul tuo amore infranto", l' aria del soprano nel primo atto e le parti corali, rappresentazioni perfette e realistiche della vita cittadina.
Umberto Giordano (Foggia, 1867 - Milano, 1948). Le prime due opere, Mala Vita e Regina Diaz , ebbero alterna fortuna: accolte con riserve dalla critica, furono in parte apprezzate a Vienna e a Berlino, ma caddero miseramente a Napoli. Licenziato dal proprio editore e in serie difficoltà economiche, fu aiutato dal compositore Alberto Franchetti che gli cedette il libretto di Andrea Chenier, scritto originariamente per lui. L'opera fu rappresentata al teatro alla Scala di Milano nel 1896 e riscosse un successo al di là di ogni previsione, facendo di Giordano un autore acclamato in Italia e all'estero. Seguirono Fedora , Siberia, La cena delle beffe e Il Re. Negli ultimi anni la sua produzione andò diradandosi, in concomitanza con l'esaurirsi delle motivazioni poetiche e musicali della scuola verista, cui Giordano apparteneva. Il suo primo dramma, Mala Vita, era stato un manifesto di questa tendenza: una storia di miseria e squallore improntata all'impossibilità di cambiare il proprio destino. Con le opere successive l'autore mise a punto uno stile che, senza rinunciare ai toni forti e drammatici, distribuiva sapientemente la tensione lungo i vari episodi della vicenda, sottolineandone i momenti culminanti con commenti musicali ad effetto.

G. Puccini GIACOMO PUCCINI (Lucca, 1858 - Bruxelles, 1924). Nato a Lucca in una famiglia di musicisti, studiò musica nella sua città natale ed al Conservatorio di Milano, cui poté iscriversi grazie a una borsa di studio. A Milano ebbe tra i suoi maestri il famoso Amilcare Ponchielli. Alcuni lavori iniziali (una Messa da Gloria, un Mottetto, un' Elegia per archi) vennero scarsamente notati, per quanto in essi appaiano già talune note personali, come una decisa tendenza alla drammatizzazione. Fu solo tra il 1884 e il 1893 che Puccini cominciò ad attrarre l'attenzione dei critici con opere (Le Villi, Edgard, Manon Lescaut, 1893) pregevoli per ispirazione e abilità d' orchestrazione. Nel 1896 La bohème, opera in 4 atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, riscosse un grande successo di pubblico e affermò definitivamente il nome di Puccini. Nello sviluppo degli episodi, costruiti con rara abilità teatrale, sono sfruttati tutti i possibili espedienti per far presa sulla commozione o sul sentimento. Inoltre l' opera ha una sua intima popolare validità, che ne assicura tuttora il successo su tutte le scene del mondo. Sono evidenti nella Bohème la tecnica impressionistica di Debussy e la caratterizzazione dell'opera veristica, e si possono anche rilevare alcuni aspetti propri del lucchese: abbondanza di sentimento, straordinaria capacità inventiva, dolcezza, sentimentalità, conoscenza completa delle più diverse esperienze musicali. Alla Bohème seguirono varie altre opere, quasi tutte entrate nel repertorio mondiale: Tosca (1900), Madama Butterfly (1904), La fanciulla del West (1910), La rondine, Il Trittico, comprendente Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi. L' ultima opera di Puccini Turandot rimase incompiuta, e fu rappresentata postuma nel 1926 a Milano sotto la direzione di Arturo Toscanini, straordinario direttore d' orchestra. Franco Alfano ne scrisse la parte finale. Nella musica di Puccini è possibile ritrovare varie componenti: certo egli si formò su differenti modelli, ma la sua originalità è indubbia, per cui nelle sue opere si riscontra un accento musicale inconfondibile. Anche i personaggi sono tipicamente pucciniani, specie quelli femminili, assetati d'amore e di vita, fragili, travolti da un crudele destino. Nella Fanciulla del West, l' autore tende ad un rinnovamento estetico sulla base d' una imitazione anche delle tecniche d'avanguardia, pur conservando l' intima tradizionale struttura melodica della sua musica. Stupenda è l'aria "Ch'ella mi creda libero e lontano". Turandot è un' opera caratteristica dell' ultimo periodo pucciniano: sovrabbondante per una struttura tecnica, densa d' effetti e di strumenti esotici, ma ricca di affascinanti invenzioni musicali.

I. StravinskyIGOR FIODOROVIC STRAVINSKIJ (Orianenbaum, 1822 - New York, 1971). Nato nel 1882 a Oranienbaum, presso Pietroburgo, Stravinskij ebbe i primi rudimenti di musica da suo padre, che era un cantante. In seguito studiò da solo e quindi col grande Rimskij-Korsakov. Nelle sue prime composizioni si attenne ai canoni accademici, ma in lui era vivo l'interesse per i temi dell' ethnos popolare slavo, come, d' altra parte, si sentiva attratto dalle rivoluzioni formali che andavano compiendosi in Europa. L' incontro con Diaghilev, il celebre impresario di balletti il quale gli affidò la musica per alcuni balletti su temi russi, gli fu decisivo. Nel 1910 apparve a Parigi L'uccello di fuoco, che scosse il pubblico per la straordinaria suggestione dei temi, seguì un altro balletto, Petruška, in cui Stravinskij scoprì nuove sonorità attraverso una rottura rivoluzionaria dei modi ufficiali. Un terzo balletto, La sagra della primavera (1913), d' una potenza addirittura barbarica, lo pose decisamente tra i più grandi musicisti del suo tempo. Da quell'anno il compositore visse quasi sempre in Francia. Nel 1939 si trasferi negli USA, ottenendovi poi la cittadinanza. Dopo alcuni altri lavori, nei quali fu ripresa la tradizione russa, in una continua dissoluzione di forme, Stravinskiji cominciò a volgersi ad una struttura razionale, di carattere nettamente neoclassico. Fu in seguito predominante in lui il gusto dei settecentisti. Della sua produzione si posssono citare La Storia del soldato, Le nozze, il Concerto per pianoforte , col quale comincia il periodo neoclassico, Apollo musagete, Una sinfonia di salmi, La carriera di un libertino. In quest'opera è ripresa, in modo del tutto nuovo, la lezione belcantista. Nel 1948 il giovane direttore americano Robert Craft divenne amico e assistente musicale di Stravinskij. Fu lui ad avvicinarlo all'ascolto dei compositori seriali, la cui tecnica aveva come punto di partenza la dodecafonia di Arnold Schönberg. Pur avendo in precedenza respinto le teorie di Schönberg, Stravinskij cominciò a interessarsi alla musica di un allievo del compositore viennese, Anton Webern. Il risultato fu un graduale ma incessante avvicinamento alla tecnica seriale (integrandola in un suo approccio personale, così come aveva fatto con ogni precedente influenza), particolarmente evidente in opere come la cantata Threni, i Mouvements per pianoforte e orchestra, e la sua ultima composizione importante, i Requiem Canticles. Stravimskij morì nel 1971 a New York e venne seppellito, per sua espressa volontà, nella sezione russa del cimitero dell' isola di San Michele a Venezia.


Paul Hindemith (Hanau, 1895 - Frankfurt, 1963). Come i suoi contemporanei, Hindemith si trovò ad affrontare il vuoto lasciato dalla dissoluzione degli approcci tradizionali alla struttura musicale basata sull' armonia tonale. Anche se alcune delle prime composizioni tendevano all' atonalità, il grosso della sua produzione si situa all'interno delle regole della tonalità, rielaborate secondo un sistema armonico personale. Tra le sue produzioni, spicca l' opera Mathis il pittore, unanimemente ritenuta il suo capolavoro. Compose sinfonie, di cui quella tratta dai temi di Mathis è uno dei suoi lavori orchestrali più eseguiti; sonate, concerti, musica da camera, brani vocali e per viola. Fu un sostenitore della Gebrauchmusik, cioè "musica d' uso", concetto che auspica un più stretto contatto tra compositore e pubblico. In accordo con l' idea della musica d'uso, creò lavori che potevano essere eseguiti anche da gruppi scolastici o non professionisti, come l' opera per bambini Costruiamo una città. Scrisse anche trattati di composizione e di armonia.

 Béla Bartók (Nagyszentmiklós, 1881 - New York, 1945). Verso il 1905 il compositore comprese che quanto genericamente veniva spacciato per folclore musicale ungherese non era altro che musica gitana arrangiata secondo i criteri e le convenzioni della musica occidentale. Con l'amico e collega  Kodály, si diede a raccogliere e analizzare musica folcloristica ungherese e di altri paesi: il risultato della collaborazione produsse 12 volumi che raccolgono 2700 canti popolari magiari, 3500 rumeno-magiari e diverse centinaia di canti turchi e dell'Africa settentrionale.B. Bartók Nelle sue composizioni, Bartók fece raramente uso di canti popolari, mentre le particolarità tonali e melodiche e i ritmi trascinanti, e spesso asimmetrici, del folclore balcano e ungherese entrarono a far parte del suo stile personale. Bartók affermò la tonalità centrale in modo atipico, con un uso frequente del cromatismo, ovvero di note estranee alla tonalità d' impianto, il quale è spesso contrappuntistico e intreccia le linee melodiche senza preoccuparsi di creare dissonanze non preparate; infine, attento alle possibilità timbriche del pianoforte e dell' orchestra, Bartók fece spesso ricorso alle sonorità accordali. Brillante concertista, oltre che insegnante di pianoforte, Bartók ha lasciato con i sei volumi dell' opera Mikrokosmos (1935), 150 brani pianistici in ordine di difficoltà crescente, un compendio della propria evoluzione stilistica non dissimile da quello rappresentato dai sei quartetti per archi, l' opera cameristica più innovativa dopo i quartetti di Beethoven. Tra le altre sue opere: Sette danze popolari rumene per orchestra, l' Allegro barbaro per pianoforte, l' opera in un atto Il castello di Barbablù. I balletti The Wooden Prince e Il mandarino meraviglioso, tre Concerti per pianoforte e orchestra, la Musica per archi, percussioni e celesta, il Concerto per orchestra, il Concerto per violino, la Musica per due pianoforti e percussione e il suo Concerto per viola e orchestra, completato postumo dal violinista Tibor Serly.
Zoltan Kodaly (Kekskemét, 1882 - Budapest, 1967). Dopo gli studi a Budapest, dal 1905, insieme con Béla Bartók raccolse in modo sistematico la musica folclorica ungherese. Nelle sue composizioni, Kodály citò o imitò forme, armonie, ritmi e linee melodiche della musica popolare del suo paese. Tra i suoi lavori si ricordano il Psalmus Hungaricus, l' opera Háry János, le Danze di Galánta per orchestra, e la Missa Brevis. È autore inoltre di un metodo didattico adottato dalle scuole musicali di molti paesi.

Karol Maciej Szymanowski (Timošovka, 1882 - Lausanne, 1937). Nato da una famiglia di ricchi proprietari terrieri trasferitisi in Ucraina, soffrì fin dall' infanzia di una grave forma di tubercolosi ossea. Compiuti gli studi musicali privatamente, si adoperò per la diffusione della musica polacca in Europa e, nonostante la salute malferma, viaggiò molto risiedendo a Lipsia, a Berlino e a Vienna. Dal 1927 fu direttore del conservatorio di Varsavia. Influenzato in un primo tempo da Richard Strauss, dopo il 1910 trasse la sua ispirazione dalla scuola nazionale russa e dall' impressionismo francese, infine si accostò alla musica tradizionale polacca. Nonostante l' evidente eclettismo, il compositore riuscì a conservare uno stile molto personale caratterizzato dall' uso di accostamenti armonici e timbrici. La sua produzione spazia dal melodramma, con le due opere Hagith e Re Ruggero, alle sinfonie, quattro in tutto, di cui la quarta concertante con pianoforte. Szymanowski ha scritto inoltre liriche per canto e pianoforte, tre celebri poemi per violino e pianoforte, Miti, opere per coro, due quartetti per archi, i bellissimi Canti d'amore di Hafiz e le Canzoni di un muhezzin innamorato. Le sue composizioni più note, tuttavia, sono lo Stabat Mater per soli, coro e orchestra; i due concerti per violino e orchestra, in particolare il n. 2, op. 61 del 1933, e le numerose pagine pianistiche (Preludi, Variazioni, Studi, Sonate) resi ancora più celebri dalle eccellenti interpretazioni del pianista polacco Jan Paderewski. 
Sergej Sergeevic Prokofiev (Sontzovka, 1891 - Moskva, 1953). Studiò con Reinhold Gliere e Nikolaj Rimskij-Korsakov. Dal 1918 al 1933 visse all'estero compiendo tournée pianistiche nelle quali eseguì, tra l'altro, cinque suoi concerti per pianoforte e le prime cinque delle sue nove sonate. Tornò in patria nel 1934. Le prime composizioni di Prokofiev, come il Primo concerto per pianoforte e la Suite scita per orchestra, gli procurarono la reputazione di musicista iconoclasta. Negli anni vissuti all' estero compose per Sergej Diaghilev i balletti Chout (Il buffone) e Le pas d'acier (Il passo d'acciaio), apoteosi dell' industrializzazione allora in corso in Russia. Di questo periodo sono anche le opere L'amore delle tre melarance e L'angelo di fuoco . Ma su tutte spicca la Sinfonia classica, che contribuì a fissare i canoni dello stile neoclassico che interessò una buona parte della musica del Novecento: si tratta di un lavoro conciso e irriverente che usa armonie e ritmi moderni nell'ambito della forma tradizionale settecentesca. Dopo il rientro in Russia, Prokofiev conservò il suo idioma musicale, e le sue creazioni mostrano una straordinaria integrità sotto le pressioni del dogma artistico sovietico del "realismo socialista". A questo periodo risalgono: Pierino e il lupo, per voce recitante e orchestra, il balletto Romeo e Giulietta, l' opera Guerra e pace, la Sinfonia n.5 e, per il cinema, la suite Lieutenant Kije e la cantata Aleksandr Nevskij. Nel 1948 fu colpito da violente censure per il suo "eccessivo formalismo" e per l' uso di armonie poco gradevoli. Promise di adottare uno stile più lirico, ma la sua opera La storia di un vero uomo fu nuovamente censurata. Riguadagnò il favore delle autorità con la Sinfonia n.7. Morì a Mosca lo stesso giorno della morte di Stalin (5 marzo 1953), mentre iniziavano le prove del suo balletto La favola del fiore di pietra, rappresentato postumo nel 1954.
Dmitrij Dmitrevic Šostakovic (Pietroburgo, 1906 - Moskva, 1975). Dopo aver studiato dal 1919 al 1925 al Conservatorio della città baltica, rivelò ben presto il suo talento con la Sinfonia n. 1 (1926). La sua musica si contraddistinse soprattutto per la grande vitalità ritmica e le ricche melodie, che spesso riecheggiavano i motivi della tradizione Rom dell'Europa orientale. Compose buona parte delle opere maggiori in forme tradizionali, e il suo stile armonico maturo fu semplice e diretto. Particolarmente notevole è inoltre il suo controllo tecnico sull'orchestrazione. La prima opera di Šostakovic, Il Naso (1929), modellata sullo stile espressionista e atonale di compositori occidentali come Paul Hindemith e Alban Berg, ricevette un'accoglienza positiva da parte della critica e del pubblico, ma venne censurata dal regime comunista perché ritenuta borghese e decadente. La sua opera successiva, Lady Macbeth del distretto di Mtsensk, raccolse nuovamente un grande successo popolare e di critica, ma ancora una volta, gli organi di partito bollarono il lavoro come controrivoluzionario e costrinsero il compositore a promettere di rivedere le proprie idee artistiche. Nacquero così la Sinfonia n. 5 (sottotitolata "La risposta di un artista sovietico a delle giuste critiche") e n. 6, finalmente accolte con favore anche dal partito. La Sinfonia n. 7, Leningrad, composta durante l'assedio nazista di Leningrado, divenne un grande successo popolare. Nel 1948 la musica di Šostakovic venne nuovamente attaccata sul piano politico, e di nuovo l'artista dovette promettere di riformare il proprio stile musicale: vi riuscì in modo veramente convincente, tanto da ricevere nel 1956 l'Ordine di Lenin, il massimo riconoscimento sovietico. Šostakovic venne insignito più volte anche del Premio Stalin, e nel 1966 fu il primo compositore a ricevere il titolo di Eroe del lavoro socialista. I suoi quindici quartetti per archi hanno guadagnato con il tempo un posto di sempre maggiore rilievo nel panorama della musica novecentesca. Tra le altre opere vi sono anche sei concerti (rispettivamente due per piano, violino e violoncello, un totale di quindici sinfonie), musiche per balletto, canzoni e colonne sonore. Nonostante il suo iniziale interesse per l' atonalismo, Šostakovic viene considerato un importante esponente della musica tonale, in un periodo in cui i maggiori contemporanei si stavano rivolgendo alla musica seriale o al neoclassicismo. 

Arthur Honegger (Le Havre, 1892 - Paris, 1955). Aderì inizialmente all'impressionismo per poi sviluppare uno stile personale caratterizzato da dissonanze, forti ritmi e un grande impiego del contrappunto. Durante gli anni Venti fu uno dei membri del Gruppo dei Sei. La sua abilità nel tradurre in suoni i vari aspetti della vita contemporanea è esemplificata al meglio in due composizioni orchestrali, Pacific 231 (descrizione musicale di una locomotiva a vapore in corsa) e Rugby. Tra le sue opere vi sono anche l' oratorio Le Roi David, l' opera Judith, le musiche di scena per Antigone, rielaborazione di Jean Cocteau della tragedia di Sofocle, il melodramma Amphion, sinfonie e balletti. Viene considerato uno dei maggiori compositori francesi del XX secolo.
Francis Poulenc (Paris 1899-1963) La sua prima composizione, Rapsodie nègre, per voce e orchestra da camera, fu pubblicata mentre il compositore prestava servizio militare durante la prima guerra mondiale. Nel 1920 Poulenc formò il Gruppo dei Sei, gruppo composto anche da Arthur Honegger, Darius Milhaud, Georges Auric, Germaine Tailleferre e Louis Durey. Particolarmente interessati al linguaggio del jazz e allo stile della musica del circo e del music hall, i Sei avevano tra i loro obiettivi fondamentali quello di produrre una musica che rompesse con l' accademismo e il romanticismo dei compositori francesi loro immediati predecessori e l' impressionismo di Debussy e Ravel.. Il gruppo si sciolse definitivamente nel 1924. Poulenc scrisse numerose liriche molto apprezzate, come il ciclo Le bestiaire, e si fece notare per l' abilità con cui adeguava la sua musica ai ritmi della lingua parlata. Tra i lavori per la scena si ricordano il balletto Les biches, allestito da Sergej Diaghilev, l' opera comica Les mamelles de Tirésias e l' opera seria Les dialogues des Carmélites. La sua cantata Figure humaine si ispirava alla Resistenza francese. Tra gli altri suoi lavori compaiono il Concert champêtre per clavicembalo e orchestra da camera, Aubade, per pianoforte, orchestra da camera e accompagnamento di danza.

Benjamin Britten (Lowestoft, 1913 - 1976). Talento precoce, dal 1939 al 1942 visse in Canada e negli Stati Uniti e compose un concerto per violino e la Sinfonia da Requiem. Dalla metà degli anni Trenta collaborò con il poeta Wystan Hugh Auden, il primo lavoro importante fu anche la sua prima opera, Paul Bunyan . La rivelazione del compositore venne con Peter Grimes, opera basata su un testo di George Crabbe. Seguirono Il ratto di Lucrezia, The Turn of the Screw, Sogno di una notte di mezza estate. Alcune opere successive, scritte per un organico di soli dodici esecutori, vennero da lui stesso definite "opere da camera". Britten compose in molte altre forme, soprattutto vocali, come le cantate da lui definite "parabole da chiesa" (The Prodigal Son), o il War Requiem per soli, coro e orchestra. Scrisse inoltre musica di scena e colonne sonore, cicli di canzoni e musica per bambini, come la Young Person's Guide to the Orchestra. La sua musica strumentale comprende tre quartetti per archi e numerose composizioni per violoncello scritte per Mstislav Rostropovic. Lo stile di Britten va dalla tonalità più semplice e lirica a una atonalità complessa ma drammaticamente efficace.