IL ROMANTICISMO
Sorto dopo la Rivoluzione francese, questo movimento letterario, filosofico, artistico, musicale nacque come reazione all' illuminismo ed al culto della ragione. Dal punto di vista musicale il Romanticismo supera le ristrettezze formali (e razionali) del Classicismo, promuove una musica più libera, seppur sempre legata alle regole dell' armonia, dal punto di vista formale. Vengono inventati molti nuovi generi musicali, caratterizzati dalla mancanza di una struttura rigida. Anche l' opera subì notevoli modifiche: dal punto di vista contenutistico i temi preferiti erano ora i temi tragici, politici, d' amore infelice o che termina con la morte, ed è significativo l' abbandono del recitativo secco in favore di uno orchestrato e dotato di una maggiore funzione espressiva e drammatica.
Carl Maria von Weber (Eutin, 1786 - London, 1826). La sua fama è legata principalmente a tre opere, Der Freischütz (Il franco cacciatore, 1821), Euryanthe (1823) e Oberon (1826).Con la prima che, basandosi sul folclore tedesco, combina elementi leggendari e sovrannaturali, Weber inaugurò la scuola romantica dell'opera tedesca.Tra le innovazioni apportate da Weber al genere operistico tedesco, spiccano l'impiego del Leitmotiv e (in Euryanthe) il recitativo cantato in luogo del dialogo parlato. La sua influenza si fece sentire particolarmente su Richard Wagner. Tra le altre composizioni si ricordano due sinfonie, Lieder, due concerti per pianoforte, cantate, messe, e musica per pianoforte (celebre l'Invito alla danza). I due concerti per clarinetto, del 1811, rappresentano opere fondamentali nel repertorio dello strumento.
Giacomo Meyerbeer (Lugesdorf, 1791 - Paris 1864) compose sei opere in stile italiano, la più fortunata delle quali fu Il Crociato in Egitto (1824). Trasferitosi a Parigi, si diede a studiare l' opera francese. Questa si differenziava dall'opera italiana per la maggiore attenzione verso gli allestimenti e i balletti (inseriti come interludi tra gli atti), per la predominanza assegnata alla musica corale e strumentale rispetto alle arie solistiche, e, infine, per i temi meno leggeri, generalmente di ispirazione storica. Nell' ultima fase della sua carriera, Meyerbeer compose sei opere francesi che fissarono lo stile della grand-opera e lo resero famoso in tutta Europa. Tra esse, vi sono Robert le diable, Les Huguenots, Le prophète, e L'Africaine (rappresentata postuma nel 1865).
Carl Czerny (Wien, 1791 - 1857), è autore di quasi mille composizioni, in ogni genere e forma, compresa l'opera; le più note sono le raccolte di esercizi per pianoforte in ordine di difficoltà progressiva, per perfezionare la brillantezza del tocco e la velocità.
Franz Schubert (Wien, 1797 - 1828) Le sue prime opere strumentali, che seguono il modello indicato da Mozart e Haydn, già portano il segno di una nuova sonorità e ricchezza armonica e melodica proprie del romanticismo. Nelle prime sonate per pianoforte, Schubert lavorò per liberarsi dall’influenza di Beethoven, autore che pure venne sempre preso a modello. Il risultato di questa attrazione e tentativo di superamento furono le sinfonie, tra cui spiccano la n° 8 Incompiuta (chiamata così perché consta di soli due movimenti, è la più popolare di Schubert e la sua partitura fu trovata solo per caso 37 anni dopo la sua morte) e la n° 9 La grande, e le sonate che, pur adottando la forma classica, nelle sezioni di sviluppo di rado raggiungono la tensione drammatica della forma sonata del classicismo; esse tendono piuttosto a enfatizzare la melodia e le armonie più evocative.Mentre le opere strumentali di Schubert mostrano un continuo sviluppo nel corso del tempo, alcuni dei suoi Lieder più celebri (complessivamente ne compose più di mille) vennero scritti prima dei vent’anni già dotati di un perfetto equilibrio tra elementi musicali e letterari. Nei suoi lavori si denota inoltre un’ audacia armonica impressionante, con modulazioni inaspettate ed improvvise a toni lontanissimi che creano un forte impatto drammatico.

Felix Mendelssohn-Bartholdy (Hamburg, 1809 - Lipsia, 1847) Nipote del filosofo Moses Mendelssohn, studiò pianoforte con Ignaz Moscheles e composizione con Carl Zelter, il quale lo introdusse alla musica sacra in particolare a quella di Johann Sebastian Bach. Felix si esibì la prima volta in pubblico all' età di nove anni e a undici interpretò la sua prima composizione. Mentre era a Parigi, dal 1825, si stupì che nessuno conoscesse Beethoven, ed ancora meno Bach, verso cui la sua ammirazione sconfinava addirittura in venerazione: perciò fece eseguire la Passione secondo san Matteo ed ottenne un grande successo: si avvio quindi la Bach-reinassance. Dai suoi viaggi in Inghilterra, in Scozia, in Italia trasse stupende composizioni: l' ouverture Le Ebridi, le sinfonie Scozzese e Italiana. Fece rifiorire Lipsia come centro culturale, ne fondò il conservatorio, fece erigere un monumento a Bach. Si ricordano anche gli oratori Paulus, Elias e Christus (incompiuto), la cantata Die Erste Walpurgisnacht (La prima notte di Valpurga)su testo di Goethe. Vanno ricordati infine gli otto quaderni di Lieder ohne Worte per pianoforte, l' ouverture sinfonica Le Ebridi, il concerto per violino e orchestra in mi minore, il Trio con pianoforte op. 49, i quartetti per archi e pianoforte e molte altre composizioni di musica da camera, tra cui numerosi Lieder a una e due voci con accompagnamento di pianoforte. Classico per la scelta e l' uso delle forme musicali, Mendelssohn si rivela protagonista del movimento romantico nei colori orchestrali e nel modo di rappresentare luoghi, storie o personaggi attraverso i suoni; il suo romanticismo non ha quel grande tormento interiore tipico del movimento. Egli ripropose, rinnovandola, la tecnica compositiva contrappuntistica del barocco tedesco.
Robert Schumann (Zwickau, 1810 - Endenich, 1856). La prima, compiuta musica romantica nasce proprio con lui. Fu fondatore dell’ importante rivista musicale “Neue Zeitschrift fur Musik” Autentico interprete dello spirito e della cultura romantica, si identificò con due figure immaginarie, il vigoroso Florestan e il poetico Eusebius (con questi nomi firmava i suoi articoli di critica), di cui tracciò il ritratto musicale nella suite per pianoforte Carnaval (1834-35). Nel 1840, dopo la celebrazione di quel matrimonio con Clara, il cui il padre aveva cercato di impedire ciò per anni e con ogni mezzo, Schumann raggiunse il culmine della felicità compositiva con gli splendidi Lieder. In quell'unico anno ne compose 138, tra cui Liederkreis Myrthen, Frauenliebe und Leben (Amore e vita di donna) e Dichterliebe (Amore di poeta). In queste liriche, Schumann sondava le sfumature più sottili della poesia, affidando all'accompagnamento al pianoforte il ruolo di comunicarne emozioni e significato, spesso con lunghi epiloghi al termine di ogni brano. Ad eccezione della Fantasia in do maggiore e degli Etudes Symphoniques, le composizioni per pianoforte di Schumann sono quasi sempre ispirate a temi e suggestioni letterarie, e consistono in cicli di brani che esplorano a fondo un singolo tema lirico, entro i limiti di un contesto intimo e raccolto. Oltre a Carnaval, queste opere comprendono Papillons (Farfalle), Kinderszenen (Scene dell'infanzia), Kreisleriana e Album für die Jugend (Album per la gioventù). Anche se nelle sue opere maggiori Schumann riuscì raramente a raggiungere l'unità di forma che caratterizza i Lieder e le composizioni per pianoforte, esse vibrano spesso di bellezza e intensità drammatica, come la Prima sinfonia, il Quintetto per pianoforte e archi, il Concerto per pianoforte, la Seconda sinfonia e il Trio per violino, violoncello e pianoforte. La Quarta sinfonia si distingue per la forma innovativa, con i quattro movimenti collegati ed eseguiti senza interruzione ed inoltre per il ritorno dello stesso tema varie volte, che conferisce alla sinfonia la ciclicità, che sarebbe poi stata utilizzata successivamente. Vanno ricordati anche l’ oratorio profano Das Paradies und die Peri (Il paradiso e la Peri), il poema drammatico e un’ opera che raccolse tiepidi successi, Genoveva. 


Niccolò Paganini (Genova, 1782 - Nizza, 1840) La sua tecnica violinistica sbalordì i contemporanei al punto tale da far credere a molti che la sua abilità avesse un'origine diabolica. Era in grado sia di eseguire pezzi di grande complessità usando una sola corda dello strumento, sia di suonare contemporaneamente due o tre parti dando l'illusione della presenza di più di un violino. Compose tra l'altro i 24 Capricci per violino solo (1817), 6 concerti e numerose sonate.

Jacques Halévy (Paris, 1799 - Nice, 1862) La sua opera La juive, messa in scena all' Opéra di Parigi nel 1835, gli diede la fama di compositore di melodramma. Da notare è il suo talento per lo slancio melodico, la vivida caratterizzazione drammatica e l'effetto teatrale.

Hector Berlioz (Côte-St.André, 1803 – Paris, 1869) fu compositore, direttore d'orchestra e critico musicale per il periodico "Journal des Débats". Lavorò incessantemente alla promozione della nuova musica del suo tempo e, trovandosi costretto a preparare le orchestre in modo specifico perché la eseguissero appropriatamente, educò un'intera generazione di musicisti e divenne il primo virtuoso della direzione orchestrale. Il suo fondamentale Traité d'instrumentation et d'orchestration modernes (Trattato di strumentazione e orchestrazione moderne), il primo manuale mai scritto su questo argomento, si presentò subito anche come manifesto di una determinata estetica dell'espressione musicale. La sua Symphonie fantastique determinò una rivoluzione estetica grazie all'uso integrale di un programma letterario e fece della musica a programma uno dei generi orchestrali più importanti del romanticismo. La musica esprime una narrazione, un programma, in questo caso le visioni causate dall’ oppio e dalla donna amata su di un artista. Nell'opera per viola e orchestra Harold in Italia, il suo modo di impiegare e trasformare un tema ricorrente (la idée fixe, o idea fissa) si avvicinò al genere chiamato poema sinfonico dal compositore ungherese Franz Liszt. Tra le sue composizioni più importanti vi sono: l’ opera Les Troyens, nella quale il suo impeto romantico è frenato da un sobrio classicismo, la sinfonia con soli e coro Roméo et Juliette, la cantata La damnation de Faust, la messa da requiem Grande messe des morts, l’ oratorio L'enfance du Christ, l’ ouverture Le Carnaval Romain e l’ ouverture della sua opera Benvenuto Cellini . 

Charles-François Gounod (Paris, 1818 - 1893) La sua fama è legata all' opera Faust, da Goethe. Delle altre dieci opere di Gounod si ricordano Mireille e Roméo et Juliette. La sua musica teatrale è nota più per il suo carattere lirico che per la qualità drammatica; ha fascino, invenzione melodica ed è orchestrata con maestria. La musica sacra, che fu popolarissima ai suoi tempi, comprende oratori, messe, mottetti, inni e la celebre Ave Maria basata su un preludio di Johann Sebastian Bach.

IL BELCANTISMO ITALIANO
È un movimento operistico, sorto nell' ambito del Romanticismo. Le sue caratteristiche sono la bellezza del suono e la raffinatezza nella sua emissione. Il cantante occupava un ruolo importante nella rappresentazione drammatica, poiché il compositore gli lasciava ampie possibilità di abbellire la melodia in senso virtuosistico ed improvvisatorio.
Gioacchino Rossini (Pesaro, 1792 - Passy, 1878) è un artista che viene considerato ora l' ultimo dei classici, ora il primo dei romantici, ora un artista di passaggio. Pose comunque la bellezza, la freschezza e l' originalità della linea melodica in primo piano: le sue opere buffe sono infatti le più apprezzate. Tra esse spiccano i nomi di L'italiana in Algeri, Il turco in Italia, Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola. Rossini portò il genere dell'opera buffa al suo livello più alto e anche alla sua fine: dopo di lui questo stile tipicamente italiano può considerarsi definitivamente concluso. La musica delle sue opere, tipicamente lieve e allegra, è famosa per la brillante caratterizzazione comica dei personaggi, per la vivacità delle melodie e per il virtuosismo belcantistico richiesto agli interpreti, oltre che per il "suo" crescendo orchestrale: l' aumentare l' intensità del suono mediante l' inserimento di sempre più strumenti. Tra le opere serie, mette conto ricordare Tancredi, Semiramide e Guglielmo Tell, la sua ultima opera. Dopo la sua composizione, avvenuta nel 1829, Rossini per i successivi quarant'anni circa abbandonò totalmente il teatro per rinchiudersi in una sorta di esilio volontario, producendo sporadici lavori di ampio respiro, come lo Stabat Mater e la Petite messe solennelle, e una serie di composizioni per formazioni da camera, per pianoforte e per voce e pianoforte raccolte in 14 volumi sotto il titolo complessivo di Péchés de vieillesse. 
Vincenzo Bellini (Catania, 1801 - Puteaux, 1835) Se si escludono le composizioni di musica sacra e da camera, che del resto poco aggiungono al catalogo belliniano e alla sua cifra stilistica, la sua produzione nacque e si sviluppò nel breve arco di tempo che va dal 1827 al 1835. Si tratta di una produzione non certo copiosa; e questo non solo per la breve vita del compositore, ma anche, e soprattutto, per il suo modo di intendere la composizione. Bellini stesso dichiarò di non voler scrivere più di un'opera all'anno, per potervisi dedicare completamente, riservando la massima attenzione alla creazione sia delle melodie, sia di un solido impianto armonico in grado di fare da base agli slanci lirici. Nacquero così, una all'anno, le opere che consacrarono la fama di Bellini in Europa: La Straniera, I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula e Norma, la cui aria più famosa è Casta diva. La serie di successi fu interrotta solo nel 1829 dal fiasco di Zaira, composta per l'inaugurazione del rinnovato Teatro ducale di Parma, e nel 1833 da Beatrice di Tenda, accolta con poco calore al Teatro La Fenice di Venezia. Nel 1834 Bellini accettò di comporre un'opera per il Teatro Italiano di Parigi: fu il suo ultimo lavoro, I Puritani, rappresentato nel 1835. Alle dieci opere teatrali del compositore siciliano va aggiunta una cospicua produzione di musica sacra, prevalentemente composta negli anni giovanili, alcune liriche per voce e pianoforte, un concerto per oboe e orchestra e altra musica da camera.
Gaetano Donizetti (Bergamo, 1797-1848) riuscì a congiungere nella sua arte la componente tragica del romanticismo con l' opera buffa. Al primo argomeno appartengono opere straordinarie quali Anna Bolena, Lucia di Lammermoor, la Favorita. Sono opere pienamente romantiche nel contenuto e nella condotta della musica. Come è già stato detto, Donizetti non trascurò l' opera buffa: con lui e con Rossini, questo genere tramontò, per poi risorgere sotto il nome di operetta in Francia ed a Vienna. Le sue principali opere buffe sono L' elisir d' amore, la più famosa, che contiene le celebri arie "Come Paride vezzoso" (cantata dal baritono) e "Una furtiva lagrima"(cantato dal tenore), e Don Pasquale. Oltre alla produzione teatrale (più di 70 opere) Donizetti compose anche cantate profane con accompagnamento dell' orchestra o del pianoforte, brani sinfonici e cameristici e numerose liriche per una o più voci e pianoforte. Sicuro e rapidissimo nel comporre, riuscì sempre a soddisfare le richieste del pubblico e degli impresari, quasi che l'assillo delle scadenze entro cui doveva consegnare la sua musica agisse da stimolo per la sua creatività.

GIUSEPPE VERDI (Roncole di Busseto, 1813 - Milano, 1901)  Nato in una famiglia contadina nello stato di Parma governato dai francesi, studiò musica nella vicina cittadina di Busseto. Vistasi respinta l'iscrizione al Conservatorio nel 1832, a causa dell'età, divenne allievo del milanese Vincenzo Lavigna. Tornò a Busseto nel 1833 come direttore della filarmonica locale. Sposò Margherita Barezzi e scrisse un’ opera, però andata perduta. Perse poi i due figli e la stessa moglie. Delle sue prime due opere, Oberto riscosse un discreto successo, mentre Un giorno di regno un fiasco clamoroso. Voleva smettere l’ attività compositiva, forse anche a seguito dei lutti familiari, ma l’ impresario Bartolomeo Merelli lo convinse a mettere in scena il Nabucco, che riscosse un successo trionfale. a trama parlava della cattività babilonese degli ebrei, e il pubblico italiano vi vide un simbolo della lotta per l'indipendenza dall'Austria. Il suo coro Va' pensiero dal Nabucco in fa diesis maggiore è il coro simbolo del'opera: per la sua ispirazione nostalgica di una patria lontana ed oppressa raggiunse fama e gloria imperiture anche perché era una sorta di attualità trasposta nell’ antichità. Seguirono I Lombardi alla prima crociata, altra opera intrisa di elementi politici che ben si esprimono nel coro O signore dal tetto natio, ed Ernani, entrambe grandi successi; delle successive undici opere di questo periodo solo Macbeth e Luisa Miller (1849) restano memorabili. Le tre opere seguenti, Rigoletto (1851, libretto di Piave), Il Trovatore (1853, libretto di Cammarano), e La Traviata (1853, libretto di Piave), gli procurarono fama internazionale e restano tra le più popolari di tutto il repertorio operistico. Le storie e la musica differiscono profondamente: tre tragedie aventi come tema centrale il Rigoletto il libertinaggio, l’ amore paterno e la vendetta, il Trovatore l’ eroismo e l’ odio, la Traviata l’ amore e la morte. In Rigoletto vi sono melodie memorabili, specialmente quelle in cui è coinvolto il tenore (Le arie Questa o quella per me pari sono, Parmi veder le lagrime, La donna è mobile, il duetto d’ amore con il soprano, il coro Zitti Zitti, i recitativi del baritono), ma è nel quartetto del terzo atto che si ha il vertice artistico dell’ opera e forse di tutta la produzione verdiana: il duca di Mantova (tenore) corteggia la bella Maddalena (contralto) osservato da un’ ex amante ancora innamorata, Gilda (soprano), e da suo padre Rigoletto, gobbo buffone alla corte del duca (baritono) che promette vendetta. Il brano inizia con la frase celeberrima del duca Bella figlia dell’ amore schiavo son dei vezzi tuoi, e prosegue con gli interventi degli altri tre, tutti insieme: è un capolavoro di ensemble, di unione di melodie e stati d’ animo diversi: la seduzione del duca simboleggiata dalle sue dolci frasi, la civetteria di Maddalena resa mediante l’ impiego di valori brevi delle note, il desiderio di vendetta di Rigoletto che fa da sostegno armonico inquietante e che ogni tanto si slancia nel fortissimo, e la disperazione di Gilda resa con brevi incisi spezzati, e contrattempi. Nel MIDI che si può ascoltare la parte di Rigoletto è suonata da un violoncello, quella del duca da un clarinetto, quella di Maddalena da un flauto e quella di Gilda da un violino, tutto accompagnato da un pianoforte. Nel Trovatore è presente il colore soldatesco nel coro Or co’ dadi, e l’ eroismo nella cabaletta in forma di polacca Di quella pira. In Traviata, opera con maggiori sfaccettature vi sono esplosioni liriche (Amami Alfredo quanto io t’ amo nel secondo atto), momenti di conversazione e festa salottiera (Libiamo ne’ lieti calici ne è un esempio), ma anche arie e duetti di grande intensità (Di Provenza il mare il suol, Un dì felice, eterea).
Le opere scritte alla metà della carriera di Verdi, come Un ballo in maschera (1859, libretto di Somma), La forza del destino (1862, libretto di Piave) e Don Carlo (1867, libretto di Méry e Du Locle), mostrano una più compiuta padronanza della caratterizzazione musicale e un maggior rilievo del ruolo dell'orchestra. Aida (1871, libretto di Ghisalanzoni), anch'essa appartenente a questo periodo e probabilmente l'opera verdiana più popolare, fu commissionata dalle autorità egiziane per celebrare l'inaugurazione del canale di Suez e venne rapprensentata per la prima volta al Cairo. Conosciuta per le sue marce ed i suoi trionfalismi, contiene anche una squisita danza delle sacerdotesse, una condanna a morte terrificante, resa maggiormente terribile dal fatto che cantano solo i bassi non accompagnati, uno splendido duetto di addio alla vita “O terra addio”. Tre anni dopo Verdi scrisse la sua più importante composizione non operistica, la Messa da Requiem in morte di Alessandro Manzoni.
Dopo i settant'anni Verdi produsse quella che è forse la più interessante delle sue opere, Otello (1887), su un libretto sapientemente adattato da Arrigo Boito dalla tragedia di Shakespeare. Il “Credo in un Dio crudel” cantato dal baritono Iago è un esempio di malvagità “per natura” messa in musica. Seguì l'ultima opera del compositore, Falstaff (1893), anch'essa su libretto di Boito da Shakespeare, e generalmente considerata la più grande dì tutte le opere buffe.

IL ROMANTICISMO NELL' EST EUROPEO
Fryderyk Francziscek Chopin (Sochaczew, 1810 - Paris, 1849) nel distretto di Sochaczew, a 54 Km da Varsavia, nacque il 22 febbraio 1810 da Nicholas Chopin, francese della Lorena, e Justyna Tekla Kryzanowska, dama di compagnia della famiglia dei conti Skarbek. In autunno la famiglia si trasferì a Varsavia. Lì Nicholas, insegnante al Liceo, ottenne come domicilio Palazzo Saski e successivamente il più ampio Palazzo Kazimierowski, e casa Chopin divenne un luogo di riferimento privilegiato, di studi accogliente con le ore di conversazione in francese di Nicholas e le lezioni di pianoforte di Justyna. Fryderyk, respirando modi ed abitudini di un 'sì raffinato e colto ambiente, iniziò a studiare il pianoforte con la sorella maggiore Ludwika, poi con il maestro Vojtech Zivny. La sua tecnica divenne perfetta in pochissimo tempo, scrisse i primi brani, suonava in salotti nobiliari.Frederic Chopin La sua preparazione si completò nel 1829, alla Scuola Superiore della musica. Cominciò allora a dar concerti; durante una tournèe che lo vide impegnato a Vienna, Salisburgo, Monaco e Stoccarda, ricevette la tragica notizia della soppressione della rivolta polacca da parte dei russi: scrisse di getto il cupo Studio in do diesis minore op.10 n° 12 "La caduta di Varsavia". Era il 1830. Si recò quindi a Parigi e lì risiedette: là si trovavano i maggiori operisti dell' epoca (Rossini, Meyerbeer, Halevy…) ed un nucleo ben consolidato di famiglie nobili polacche, che adottarono Chopin come riferimento nazionale, in particolare per le sue polacche e mazurke. Nel 1837 conobbe madame Dudevant, meglio conosciuta come George Sand, scrittrice di successo, e tra i due scoppiò l' amore. Nell' autunno dell' anno successivo fecero una breve vacanza a Palma di Maiorca, ma il clima era pessimo e la salute del polacco ne risentiva: la vacanza ebbe breve durata. Il rapporto era ottimo, pur vivendo i due in case separate. Tale legame finì nel 1847. Per Chopin fu un colpo mortale: la creatività si inaridì e non scrisse quasi più nulla. Il 17 ottobre 1849 morì, intorno alle due di notte, nel suo appartamento di Place Vendome, probabilmente per un' affezione cardiaca, anche se era affetto da tubercolosi. 13 giorni dopo vennero solennemente celebrate le esequie. Riposa nel cimitero di Perè lachaise, ma il suo cuore è nella chiesa di Santa Croce a Varsavia. Benché avesse lasciato la Polonia, il compositore espresse sempre, nei suoi temi musicali, un sentimento di profonda lealtà nei confronti della patria, in quegli anni martoriata dalla guerra: segnate dal sentimento eroico del suo popolo, le mazurche ripropongono ritmi e melodie della musica popolare polacca. Le caratteristiche fondamentali dell'arte di Chopin emergono dalle ballate, dagli scherzi ma soprattutto dagli studi per pianoforte: è una musica romantica, lirica, caratterizzata da melodie di squisita originalità, da armonie raffinate e spesso ardite e da ritmi coinvolgenti. Il carattere profondamente introspettivo del suo stile si rivela appieno nelle ballate, nei preludi e nei notturni. Tra le composizioni per pianoforte del maestro polacco si ricordano, oltre a mazurche, valzer e polacche (tra cui l' "eroica" op. 53 e la splendida "polacca-fantasia" op. 61), 27 studi, 25 preludi, 21 notturni e 3 sonate per pianoforte. Tra le altre opere, una sonata per violoncello, 17 liriche per canto e pianoforte e i due concerti per pianoforte e orchestra, in mi minore e in fa minore.
Ferenc Erkel (Gyula, 1810 - Budapest, 1893) fu uno sfortunato compositore nazionale. Nonostante abbia scritto bove opere, di cui due sono eccellenti (Hunyady Làzlò e Bànk bàn), il suo nome rimase sconosciuto al di fuori dell' Ungheria, per cui aveva composto il lied corale patriottico Mahnruf e l' inno nazionale. Mai riuscì a far conoscere la sua musica fuori dall' Ungheria. Anche quando Liszt e Berlioz, assistito alla trionfale rappresentazione di Hunyady Làzlò gli promisero protezione e pubblicità, tutto restò allo stadio di progetto. Ostacoli per la sua fama fu la lingua ed il suo carattere riservato. In ogni caso si può dire che fu un precursore, un pionere della nascitura Ungheria, rimasta per secoli bloccata al feudalesimo con innumerevoli villaggi sparsi nella puszta o sui monti transilvani, la sua capitale Budapest nacque come fusione delle città di Buda, Pest ed Altofen nel 1873. Erkel portò al teatro d' opera scene di storia ungherese, intrise di patriottismo.
Franz Liszt (Rainding, 1811 - Bayreuth 1886) fu un innovatore.Liszt Dal punto di vista armonico, con l'uso di accordi cromatici assai complessi, rivoluzionò la tradizione della musica ottocentesca. Nei confronti della forma compositiva, il suo influsso si fece sentire soprattutto nel trattamento del materiale tematico. Un esempio in tal senso è la Sonata in si minore (1853): da un unico tema, trasformato variamente, ha origine tutto il materiale tematico dell'opera. La sua tecnica e la sua armonia cromatica influenzarono molti musicisti tra i quali, in modo particolare, Richard Wagner e Richard Strauss. Il suo trattamento dell’ armonia la porta in zone inesplorate, addirittura all’ atonalità nelle sue ultime opere. Infine, la scrittura pianistica di Liszt inaugurò un'era completamente nuova nella letteratura per pianoforte, permettendo di raggiungere una gamma di sonorità e tessiture impensabile prima di allora. Tra le sue opere per pianoforte più note si ricordano 12 Studi trascendentali (1851), le 20 Rapsodie ungheresi (1846-1885; di cui l'ultima è inedita), i sei Studi trascendentali da Paganini (1851), il Concerto n. 1, in mi bemolle maggiore (1849; riveduto nel 1853), il Concerto n. 2, in la maggiore (1848; riveduto nel 1856-1861), e i tre quaderni degli Anni di pellegrinaggio (1855, 1858, 1877). Le composizioni orchestrali includono, oltre alle sinfonie Faust e Dante (entrambe del 1857), 13 poemi sinfonici, dei quali Les préludes (1848-1850), il più noto, si ispira alle Méditations poétiques di Lamartine. Originale e affascinante, la musica di Liszt precorre il lavoro di Béla Bartók e, per certi aspetti, ad esempio nell'atonalità in opere come la Bagatelle senza tonalità, la ricerca di Arnold Schönberg.

Bedrich Smetana (Litomyshl, 1824 - Praha, 1884), La sua musica, così suggestivamente melodica, trae dal repertorio di danze popolari e canti quella vitalità che ben permette al compositore di ritrarre la vita e i costumi cechi come nell'opera comica La sposa venduta (1866) e nel ciclo di sei poemi sinfonici Ma Vlast (1874-1879), due dei quali, La Moldava, splendido per forza espressiva e descrittiva, e Dai prati e dai boschi di Boemia, sono spesso eseguiti da soli. Smetana compose altre sette opere: I brandeburghesi in Boemia (1866), Dalibor (1868), Libussa (1872), Le due vedove (1874), Il bacio (1876), Il segreto (1878) e Il muro del diavolo (1882); i poemi sinfonici, in stile lisztiano, includono Riccardo III (1858) e Haakon Jarl (1861). Tra le altre composizioni vi sono un trio per violino, violoncello e pianoforte (1855); due quartetti per archi, di cui il primo (1876), detto anche Dalla mia vita, in mi minore, e il secondo (1882) in do minore. Infine, Smetana compose anche pezzi pianistici per coro e Lieder.
Antonin Dvorák (Nelahozeves, 1841- Praha, 1904) da bambino studiò il violino e, dal 1857 al 1859, frequentò la scuola di organo di Praga; quindi entrò nell' orchestra del Teatro Nazionale della città boema. I primi riconoscimenti li ebbe nel 1873, con la cantata Hymnus, e cominciò ad affermarsi a livello internazionale nel 1878 con la pubblicazione della prima serie delle Danze slave. Dal 1892 al 1895 fu direttore del National Conservatory of Music di New York. Negli Stati Uniti subì il fascino degli spiritual e della musica dei nativi americani. Due delle sue composizioni più famose, la Nona Sinfonia (Dal Nuovo Mondo) e il Quartetto in fa, detto Americano, furono composti in America nel 1893; pur non contenendo veri e propri temi presi dalla tradizione nera o dei nativi, le loro melodie hanno una profonda affinità di struttura e di spirito con questi tipi di musica. Dvorák tornò in Boemia nel 1895 e nel 1901 divenne direttore del conservatorio di Praga.Attinse alla musica popolare ceca e slava, e la sua produzione matura riflette una profonda coscienza nazionale. Tra le sue composizioni vi sono nove sinfonie, musica per pianoforte (celebre è l'Humoresque), due serie di Danze slave per due pianoforti (successivamente da lui stesso orchestrate), le opere Il giacobino, Rusalka e Armida, poemi sinfonici, musica da camera, oratori, cantate e messe, un concerto per pianoforte e uno per violino. A.Dvorak: serenata per archi op.22, 1° mov.
Edvard Hagerup Grieg (Bergen, 1843 - 1907) Benché la sua musica fosse fortemente influenzata dai compositori romantici (in particolare da Schumann e Chopin), Grieg adottò per le proprie melodie lo stile della musica popolare norvegese e uno stile armonico capace di evocare l'atmosfera della sua terra. Raggiunse la notorietà mondiale con la musica di scena per il dramma Peer Gynt (1875) di Henrik Ibsen.Tra le sue composizioni si ricordano la suite Holberg, per orchestra d'archi; Landsighting e Olaf Trygvason, entrambe per coro e orchestra, un quartetto per archi, liriche, e numerosi pezzi per pianoforte, tra i quali la Ballata in sol minore e il popolarissimo Concerto in la minore.
Michail Ivanovic Glinka (Novo-Spasskoe, 1804 - Berlin, 1857) Nel 1836, attingendo dal serbatoio della musica folclorica e dalle leggende russe, compose Zhizn za Tsarja (Una vita per lo zar). Si trattava della prima opera di chiara impronta nazionalista: una corrente musicale che caratterizzò la produzione russa della seconda metà del XIX secolo. Con la seconda opera, Ruslan i Ludmila, su un poema di Aleksandr Puškin, Glinka si impose come il fondatore della scuola musicale russa. Si interessò anche alla musica popolare e alle danze spagnole (in Spagna visse dal 1845 al 1847), generi che gli ispirarono le ouvertures Jota Aragonesa e Une nuit à Madrid (1851). Tra le altre composizioni sono la fantasia orchestrale Kamarinskaya, musica da camera e brani per pianoforte.
Anton Grigorevic Rubinstein (Vikhvatinetz, 1829 - Peterhof, 1894). Studiò a Mosca, tenne il suo primo concerto pubblico all'età di dieci anni e proseguì i propri studi a Berlino. Si esibì come solista in numerose tournée e influenzò significativamente la cultura musicale russa. Nel 1862 fondò l' Imperiale conservatorio di musica di San Pietroburgo. Nonostante le sue numerose composizioni musicali includano opere, lavori orchestrali, canzoni e concerti per pianoforte, Rubinstein è noto soprattutto per i suoi brani per pianoforte, quali Melodia in fa (1859) e Kamennoi Ostrow (1859), che si ispirano a modelli occidentali in netto contrasto con lo stile nazionalista degli altri grandi compositori russi.

Piotr Ilich Cajkovskij (Kamsko-Votkinsk, 1840 - Pietroburgo, 1893) Figlio di un ingegnere minerario e di una pianista di origine francese, ricevette la prima educazione musicale dalla madre. Trasferitosi con la famiglia a San Pietroburgo, dopo aver iniziato e abbandonato gli studi giuridici, seguì i corsi tenuti al Conservatorio della città baltica da Anton Rubinstein, con il quale studiò in seguito orchestrazione. Dopo il fallimento della relazione con la cantante belga Désirée Artot, nel 1877 Cajkovskij sposò Antonina Miljukova, un'allieva del Conservatorio, anche per mascherare agli occhi dell' opinione pubblica la sua omosessualità. Il matrimonio, infelice fin dal primo momento, durò pochissimo. Nel 1876 conobbe Nadezhda von Meck, una ricca vedova che, entusiasta della sua musica, gli garantì una rendita permettendogli di dedicare tutto il suo tempo alla composizione. Quattordici anni dopo, però, Madame von Meck troncò bruscamente il sussidio. Anche se a questo punto le altre fonti di reddito erano sufficienti a mantenerlo, Cajkovskij si sentì ferito dal comportamento della sua benefattrice e ruppe ogni rapporto con lei. Dal 1887 al 1891 Cajkovskij tenne numerose tournée nelle maggiori città europee e statunitensi. 6 novembre 1893, Cajkovskij morì non già di colera come all' inizio si volle far credere, ma suicida. Le sue esequie furono solennemente celebrate nella cattedrale di Kazan a Pietroburgo, che per la prima volta ospitò il funerale di un personaggio non nobile. Molte composizioni di Cajkovskij come Lo schiaccianoci (balletto e suite), il secondo Concerto per pianoforte, il Quartetto per archi n. 3 e il Trio per violino, violoncello e pianoforte sono caratterizzate da passaggi fortemente melodici in cui sezioni di profonda malinconia spesso si alternano a movimenti di danza derivati dalla musica popolare. Cajkovskij era un orchestratore straordinariamente dotato; i suoi balletti, in particolare, contengono spettacolari effetti timbrici. Le sinfonie, divenute molto popolari grazie alla orecchiabilità delle melodie, hanno comunque una notevole forza nello sviluppo tematico. Il concerto per pianoforte n°1, dedicato originariamente a Nikolaij Rubinstein, che lo giudicò però ineseguibile,fu poi dedicato ad Hans von Bülow, che lo eseguì nella sua prima tournée negli Stati. Rubinstein in seguito riconobbe i meriti della composizione e la inserì nel suo repertorio ed ancora oggi è uno dei concerti per pianoforte più popolari e più eseguiti. Nelle opere liriche migliori, come Evgenij Onegin e Pikovaja dama (la dama di picche), il compositore usò passaggi melodici assai suggestivi per dipingere in maniera concisa ed efficace una situazione drammatica. I balletti, soprattutto Il lago dei cigni e La bella addormentata, composti a stretto contatto con il coreografo Marius Petipa, spiccano per intensità melodica e brillantezza strumentale. 

RICHARD WAGNER (Lipsia, 1813 - Venezia, 1883) Formatosi all'università di Lipsia, studiò musica da autodidatta, a parte un breve tirocinio presso un maestro. Nel 1837 ottenne il posto di maestro di cappella a Riga, dove scrisse il libretto e compose due atti della sua prima opera importante, Rienzi, che completò nel 1840. Nel 1839 si recò a Londra e fu durante la tempestosa traversata del mare del Nord che egli concepì l' idea della sua opera successiva, Der fliegende Hollander (L' olandese volante, o Il vascello fantasma), che compose poi a Parigi, dove venne a contatto con la musica di Hector Berlioz. Nel 1842 ritornò a Dresda come maestro di cappella del teatro di corte: qui le sue opere andarono finalmente in scena.A Dresda compose il Tannhäuser, che fu rappresentato il 19 ottobre 1845. R. Wagner L' opera, con le sue innovazioni strutturali e tecniche, disorientò il pubblico, abituato al melodramma convenzionale, e si attirò molte stroncature. Fu comunque portata sulle scene a Weimar tre anni dopo da Franz Liszt, destinato a diventare grande amico del compositore e sostenitore entusiasta della musica wagneriana. Nello stesso anno, il 1848, fu completato il Lohengrin, ma la direzione del teatro di corte di Dresda, temendo il ripetersi delle reazioni negative di pubblico e critica, si rifiutò di metterlo in scena. Fu di nuovo Liszt a venirgli in aiuto: il Lohengrin fu rappresentato a Weimar il 28 agosto 1850. Per aver partecipato alla fallita rivoluzione del 1848 Wagner dovette fuggire dalla Prussia, riparando prima a Parigi e poi a Zurigo. Qui scrisse il libretto e iniziò la composizione della musica della tetralogia Der Ring des Nibelungen (L' anello del Nibelungo), basata sul Nibelungenlied, un'epopea medievale tedesca. La tetralogia, composta dalle opere L'oro del Reno, La Valchiria, Sigfrido e Crepuscolo degli dei, sarebbe stata portata a termine nel 1872. L'amicizia tra Wagner e la poetessa Mathilde Wesendonk, poetessa e drammaturga, si trasformò presto in un amore destinato a rimanere inappagato: trovò espressione nella musica appassionata di Tristan und Isolde. A questo periodo risalgono anche i Wesendonck Lieder per voce e orchestra o pianoforte: cinque poemi di Mathilde Wesendonck messi in musica. Nel 1861 il bando politico contro Wagner fu ritirato. Ritornato in Prussia, il compositore si stabilì a Biebrich, dove cominciò a lavorare alla sua unica opera non tragica, Die Meistersinger von Nürnberg, completata nel 1867. L'opera andò in scena il 21 giugno 1868 a Monaco. Il 25 agosto 1870, dopo nove anni dalla separazione dalla moglie, sposò Cosima von Bülow, ex moglie del pianista e direttore Hans von Bülow e figlia di Franz Liszt. Il lavoro orchestrale Siegfried Idyll fu scritto per Cosima dopo la nascita del loro figlio, Siegfried. All' agosto 1876 risale l' inaugurazione, in occasione della prima messa in scena dell'intera tetralogia, del Festspielhaus, un teatro di Bayreuth appositamente progettato e costruito per l'esecuzione della musica di Wagner. Nel 1877 il compositore cominciò a lavorare al Parsifal, opera in tre atti ispirata alle leggende del Santo Graal. Nel 1882 la salute del compositore cominciò a peggiorare. Pensando che un cambiamento di clima potesse giovargli, si stabilì a palazzo Vendramin sul Canal Grande a Venezia, qui morì all'improvviso il 13 febbraio dell'anno seguente. Cinque giorni dopo fu sepolto nel mausoleo della sua villa di Bayreuth. La musica di Wagner rappresenta la massima espressione del romanticismo europeo: la sua grandezza è dovuta anche alla rivoluzione che il suo creatore introdusse nella teoria e nella pratica della composizione operistica Lo sviluppo del dramma musicale wagneriano si articola lungo una linea che va dal teatro greco (al quale Wagner deliberatamente ispirò i suoi testi) attraverso i drammi di Shakespeare e di Schiller. Nel trattamento dell' armonia, Wagner spinse ai limiti il tradizionale impianto tonale, con un largo uso di risoluzioni evitate degli accordi, infrangendo le convenzioni e aprendo le porte all' atonalità novecentesca. Partendo dalla musica, principio fondamentale dell'opera wagneriana fu il concorrere di tutte le componenti alla drammatizzazione della storia. Attraverso il leitmotiv, da lui concepito come elemento di coesione drammatico-musicale, lo sviluppo tematico si svolge senza interruzioni; le complesse evoluzioni di ciascun leimotiv e l'intrecciarsi di questo con altri temi conduttori sottolineano il dato emozionale del dramma. L'accresciuta unità drammatica dell'opera postwagneriana fu una delle conseguenze dell'immensa influenza della sua arte su ogni forma di musica.

Anton Bruckner (Ansfelden, 1824 - Wien, 1896)Originario di una famiglia di contadini, fu quasi interamente un autodidatta nello studio della composizione musicale. Egli contribuì allo sviluppo della forma-sonata, arricchendo il materiale tematico nei primi movimenti delle sue sinfonie. Ampliò inoltre le dimensioni complessive della sinfonia, scrivendo secondo una struttura più grande di quella adottata fino quel momento. La sua orchestrazione è nota per il suono alternato di intere famiglie di strumenti, creando effetti simile al corale che rivelano sia l'influenza di Wagner sia il suono caratteristico del suo strumento prediletto, l'organo.
Johannes Brahms (Hamburg, 1833 - Wien, 1897) Fino al 1873 aveva composto per pianoforte, per coro e sporadicamente per orchestra. In quell'anno, tuttavia, egli compose le Haydn-Variationen (Variazioni su un tema di Haydn), dimostrando la crescente padronanza del mezzo orchestrale e facendo presagire gli esiti del suo sinfonismo: la sontuosità della Sinfonia n. 1 in do minore (1876); la passionalità romantica della Seconda sinfonia in re maggiore, la Akademische Fest-Ouvertüre (Ouverture accademica), che trae spunto tematico da alcuni canti universitari, la cupa Tragische Ouvertüre (Ouverture tragica), la Sinfonia n. 3 in fa maggiore e la Sinfonia n. 4 in mi minore, con il suo finale travolgente.Tutte queste opere mostrano una Brahms struttura compatta, generata dalla scuola del classicismo viennese. A differenza dei suoi contemporanei, Brahms non si avventurò in sperimentazioni armoniche o timbriche fini a se stesse. Si dedicò piuttosto alla creazione di una musica dotata di una grande coerenza interiore, sfruttando la novità di un passaggio o di un colore solo per evidenziare, all'interno della costruzione, alcuni particolari. Ogni tema, ogni figura, ogni modulazione è coerente conseguenza di quanto l' ha preceduta. Il classicismo di Brahms era perciò, in tempi dominati da Richard Wagner, un caso unico. Con il suo lavoro, Brahms cercava di tenere in vita una tradizione interrottasi dopo la morte di Ludwig van Beethoven, tuttavia l'ambiente musicale non lo isolò del tutto probabilmente perché riconobbe quanto dello spirito romantico ancora riviveva nella sua musica. Si conosce poco del metodo compositivo di Brahms: dotato di un'implacabile autocritica, il compositore bruciò tutto quanto aveva scritto prima dei diciannove anni e persino i suoi ultimi lavori. Sappiamo tuttavia che poteva rielaborare un'opera per anni prima di raggiungere la versione definitiva, spesso cambiando anche radicalmente gli organici strumentali ai quali destinarla. Compose in tutti i generi musicali, escluso il melodramma. Tra le altre sue opere, si ricordano lo Schicksalslied (Canto del destino), su testo di Friedrich Hölderlin, per coro e orchestra, il Concerto in re maggiore per violino e orchestra, un classico del repertorio violinistico, tre quartetti per archi; cinque trii, un quintetto con clarinetto, numerose altre opere di musica da camera con organici diversi, una copiosa produzione corale e un' altrettanto ricca produzione di lieder. J. Brahms: danza ungherese n°7.