Aria Composizione musicale per voce sola con accompagnamento strumentale, normalmente all' interno di un' opera, un oratorio o una cantata. Il pezzo costituisce una pausa lirica nell' azione ed è spesso di difficile esecuzione per mettere in evidenza la bravura dell' interprete. Nata in Italia alla fine del Cinquecento, l' aria era originariamente un breve canto monodico in forma. I compositori del primo Seicento svilupparono l'aria con "basso strofico", in cui il basso rimaneva costante, mentre variava la melodia. Poco prima del 1650 apparve una nuova forma d'aria, che dominò la musica operistica fino a circa il 1750: l' aria con da capo, in tre sezioni, ABA, di solito con la sezione B in una tonalità contrastante ma vicina. La sezione A era abitualmente preceduta da un' introduzione, e un interludio strumentale separava le sezioni A e B. La ripetizione della sezione A permetteva ai cantanti di esibirsi in variazioni improvvisate. Alessandro Scarlatti contribuì a diffondere l' uso dell' aria con da capo. Nel Settecento, fu impiegata ampiamente in opere, oratori e cantate da compositori come Georg Friedrich Händel e Johann Sebastian Bach. Nel tardo Settecento i riformatori dell' opera cominciarono a reagire all' aria con da capo, ricorrendo a una varietà di forme di aria. Wolfgang Amadeus Mozart e altri usarono spesso arie con due sezioni contrastanti, e acquistò popolarità anche la cavatina in un solo movimento. Il romanticismo produsse numerose forme di aria, ma alla fine dell'Ottocento Richard Wagner la eliminò quasi completamente dalle opere della maturità, preferendo la continuità musicale (durchkomponieren) alla separazione tra azione e commento lirico. Molti compositori del Novecento hanno seguito il suo esempio, anche se l' uso dell' aria non è ancora tramontato.
Ars Antiqua L' Ars Antiqua è codificata nei trattati di tre teorici musicali della seconda metà del XIII secolo, Francone di Colonia, Magister Lambertus e Petrus de Cruce, e riguarda il periodo in cui si praticavano le forme dell'organum, del conductus, del mottetto, della cantilena e dell'hochetus. Un elemento di forte distinzione rispetto all' Ars Nova è la sua notazione: l'uso di note prolungate come la longa, la breve e la semibreve, la loro divisione in unità "perfette" (ossia ternarie) e l'impiego di sei tipi base di ritmo, o modi ritmici. La denominazione "Ars Antiqua" spesso si estende a coprire tutta la musica polifonica tra la fine del XII e il XIII secolo, e in particolare la scuola di Nôtre Dame (1160-1260) con i suoi due celebri compositori Léonin e Pérotin, e il periodo successivo (1260-1320): dopo di che ha inizio l'Ars Nova.
Ars Nova L'espressione "Ars Nova" deriva da un omonimo trattato del compositore Philippe de Vitry (1325 ca.) nel quale si introduce una nuova forma di notazione, anche se altri scritti, in particolare di Johannes de Muris, l'opera di Guillaume de Machaut, e quindi tutta la produzione polifonica francese del Trecento, fa pensare a una diffusa consapevolezza dell'avvenuto mutamento stilistico. I progressi nella notazione, e in particolare la dissoluzione dei moduli ritmici, resero possibile tutta una nuova gamma d'espressioni artistiche. Furono introdotti ritmi più complessi, con unità binarie oltre che ternarie, e valori più brevi come la minima e la semiminima. Gradualmente fu adottata una forma di notazione mensurale (misurata), in cui assieme al ritmo era definita esattamente anche l'altezza. Ciò condusse all'introduzione di forme profane come la chanson e allo sviluppo
dell' isoritmia nella composizione dei mottetti, con il conseguente aumento della loro lunghezza.
Ballata Termine sotto il quale si raccolgono diverse forme musicali e letterarie, fiorite nel corso di vari secoli: la ballata, propriamente detta, o canzone da ballo, d'origine italiana, la ballade della musica dei trovieri, la ballad o canzone narrativa della tradizione popolare anglosassone, la ballata strumentale romantica.
La ballata antica è una forma poetica e musicale nata nel Duecento in Italia, dove godette di grandissima popolarità fino a tutto il XV secolo. Inizialmente era un singolo esecutore a cantarla, accompagnando i danzatori che eseguivano il ballo tondo (di qui il nome); in seguito fu impiegata anche una forma a più voci. La forma della ballata è strofica: il suo testo è diviso in stanze, l' elemento caratteristico, che la distingue ad esempio dalla canzone, è il ritornello introduttivo o ripresa, costituito da una strofetta (da uno a quattro versi) che veniva ripetuta all'inizio del ballo e tra una stanza e l' altra dal coro dei danzatori. Nei primi tempi il testo, dato lo scopo originario della ballata, ebbe un carattere esclusivamente profano e i suoi temi furono principalmente amorosi. In seguito, con il successo della formula e il distacco dalla funzione d'accompagnamento per il ballo, si ebbero anche ballate d'argomento religioso. Nata a Firenze e Bologna come forma d'arte di carattere popolare, la ballata fu portata a livelli di perfezione artistica dagli stilnovisti, da Dante e da Petrarca, ancora tra Ottocento e Novecento questa forma fu ripresa, ma senza accompagnamento musicale, da poeti come Carducci, Pascoli e D'Annunzio.
La ballade è un tipo di composizione coltivata dai trovieri francesi a partire dal XIII secolo. Originariamente eseguita da una sola voce, adottò in seguito anche lo stile polifonico, in particolare con Guillhaume de Machault. Era composta generalmente da tre stanze con un numero variabile di versi e da un ritornello (refrain) che si ripeteva uguale tra una stanza e l'altra.
La ballad è una forma letteraria e musicale sviluppatasi nell' Europa del tardo Medioevo, la ballad è una canzone popolare narrativa che presenta, talvolta in forma di dialogo, il culmine drammatico di una vicenda solitamente già nota al pubbico degli ascoltatori. Con uno stile che poteva andare dallo strettamente narrativo al lirico più puro, e a causa di una trasmissione che avveniva per via quasi esclusivamente orale, la ballad era soggetta a continue trasformazioni, dovute agli interventi dell'esecutore e all'influenza delle tradizioni locali: ad esempio l'inglese The Waggoner's Lad inizia con l'esposizione dettagliata della storia narrata, mentre l'americana On Top of Old Smoky, che da quella deriva, ha un testo che è totalmente lirico. È possibile anche che la stessa musica si accompagni a due o più ballad diverse. Tra il 1882 e il 1898 l'americano Francis James Child pubblicò in cinque volumi The English and Scottish Popular Ballads, raccolta di 305 testi di questa forma di poesia tradizionale, i cui esempi più antichi risalgono al XIII secolo.
Nell' Ottocento il termine di ballata fu ripreso per denominare alcune composizioni strumentali, perlopiù per pianoforte. Il genere aveva un carattere virtuosistico e spesso fortemente evocativo: Chopin scrisse le sue celebri quattro ballate per pianoforte ispirandosi alla lettura dei poemi patriottici del poeta polacco Adam Mickievicz. Liszt (due) e Brahms (quattro) scrisseroaltre ballate per pianoforte, il francese Gabriel Fauré è autore di una ballata per pianoforte a quattro mani, più tardi trascritta anche per pianoforte e orchestra.
Balletto Forma di danza teatrale dell' Europa occidentale che ebbe origine nel Rinascimento. Si basa su una tecnica costituita di passi, movimenti e posizioni stilizzate, sviluppate e codificate nel corso dei secoli in un sistema flessibile, ma ben definito, denominato balletto accademico o danse d'école. La parola balletto può anche indicare una singola composizione artistica che usa questa tecnica. Una composizione del genere è di solito, anche se non inevitabilmente, accompagnata da musica, scenografie e costumi. Fu in Francia che i vari passi furono codificati per la prima volta e, quindi, il francese è la lingua internazionale del balletto.
Musica barocca Musica composta in Europa tra il 1600 e il 1750. Al di là degli elementi comuni con i periodi contigui, l'inizio del barocco è contrassegnato da quelle innovazioni stilistiche e tecniche che permisero la creazione del nuovo genere dell'opera, mentre la sua conclusione è caratterizzata dall'affiorare di alcuni elementi dello stile classico. Per fornire i mezzi musicali necessari a uno stile vocale potente e flessibile andavano sviluppate nuove forme, e bisognò creare in particolare uno stile, elevato, di canto accompagnato, o monodico. A sua volta ciò richiese lo sviluppo di mezzi adeguati per accompagnare i solisti, e fu in questo campo che si impose inizialmente la risorsa del basso continuo. L'accompagnamento del "basso figurato", che prevedeva l'improvvisazione di una determinata struttura di accordi, da comoda pratica esecutiva finì per modellare l'approccio alla composizione musicale per i successivi centocinquant'anni, stimolando un tipo di composizione a "motivo e basso" e la produzione di melodie sulla base di strutture principalmente armoniche. Fu nel medio barocco che si posero le basi dell' orchestra moderna. L' oboe e la tromba divennero strumenti da concerto, mentre gli archi conobbero un periodo di splendore: soprattutto in Italia, dove ai capolavori di grandi liutai come Amati, Stradivari e Guarneri fornirono adeguato materiale esecutivo compositori quali Torelli e Vitali. Il concerto per orchestra d'archi e la sonata a tre per complesso da camera emersero tra i principali generi strumentali, ampliando i singoli movimenti delle precedenti analoghe composizioni. Il nuovo stile italiano si propagò rapidamente in tutta Europa: Amsterdam e poi Londra divennero importanti centri della stampa musicale e, grazie alla popolarità delle composizioni italiane, la terminologia musicale di questa lingua divenne patrimonio comune della cultura musicale dell'intero continente. Alla fine del medio barocco era in ogni modo evidente nella musica europea un certo carattere d'internazionalismo. Nel contrasto tra musica italiana e francese, i compositori che operavano in Germania e in Austria, come Georg Muffat e Johann Kusser, prediligevano lo stile francese, mentre gli stili vocali e orchestrali italiani influenzarono lo sviluppo della cantata da chiesa tedesca. L'alto barocco è dominato anche da due altri compositori nati entrambi nel 1685, lo stesso anno di Domenico Scarlatti: Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel. Tra i contemporanei raggiunsero entrambi la fama come esecutori, ma per noi la loro importanza è legata alla loro opera di compositori. Entrambi diedero contributi fondamentali a tutti i generi più importanti del periodo, e la loro musica è un compendio di tutte le tendenze stilistiche del tardo barocco.
Basso continuo Un elemento fondamentale della musica barocca: la parte del basso funge da accompagnamento per cantanti ed anche per strumentisti. La successione degli accordi, costruita secondo le regole dell' armonia, viene determinata dalle cifre segnate sotto la parte del basso (basso cifrato). Pertanto la costituzione delle prime opere barocche è anche detta monodia accompagnata dall' armonia.
Cancan Danza in 2\4 derivata dalla quadriglia e caratterizzata dalla vivacità e dall'esuberanza dei movimenti delle ballerine. Il cancan (il cui nome si dice derivi dallo storpiamento della parola "scandal") divenne popolare nei caffè-concerto e nei locali di Montmartre, a Parigi, intorno alla metà dell'Ottocento.
Cakewalk Danza afroamericana con grotteschi movimenti di pantomima. Nata nel 1870 negli USA, all' inizio del Novecento si diffuse anche in Europa. È caratterizzato da un ritmo sincopato in 2\4, che conferisce ad esso una lieve cadenza jazzistica.
Cantata Composizione vocale con accompagnamento strumentale, ebbe origine all'inizio del Seicento contemporaneamente all' opera e all' oratorio. Il tipo più antico di cantata, la "cantata da camera" scritta per voce solista su un testo profano, conteneva varie sezioni in stili contrastanti, come il recitativo e l'aria. Verso la fine del secolo la cantata da camera si ampliò in una composizione per due o tre voci e, su testi prevalentemente sacri, prese il nome di "cantata da chiesa". In Germania la cantata da chiesa, con Schütz, Telemann, Buxtehude, Bach e altri, diede origine ad una forma molto più elaborata del modello italiano. Da Bach in poi la cantata è stata per lo più una composizione corale con accompagnamento strumentale, con cori, soli, arie, recitativi e interludi strumentali. Il testo può essere sacro, nel qual caso la cantata si avvicina all' oratorio (ma è meno estesa ed elaborata), o profano, e allora richiama l'opera (ma senza apparato scenico).
Capriccio Composizione vocale o strumentale di carattere fantasioso. I suoi tratti distintivi sono: libertà formale, estremo virtuosismo, idee estrose e a volte elementi di parodia. Il capriccio operistico si basa invece su meccanismi interni dell' opera: l' argomento è l'opera stessa.
Chanson Canzone francese molto lirica. Originariamente si riferiva alla canzone monodica di trovatori e trovieri; il termine definì anche quelle polifoniche del Medioevo e Rinascimento.
Chiaroscuro Tecnica compositiva che consiste nel cercare forti contrasti.
Ciaccona Danza spagnola dall' andamento moderato in 3\4, in modo maggiore. Nel XVII sec. Entrò a far parte del genere strumentale e di lì a poco di quello operistico.
Classicismo Epoca musicale compresa approssimativamente fra il 1750 ed il 1820. Dagli ideali dell' Illuminismo deriva tale musica, con i suoi stilemmi di chiarezza, semplicità, trasparenza, comprensibilità che ne costituiscono la base estetica. Nacque con l' intento di sostituire lo stile ridondante e pomposo del Barocco con composizioni basate su forme chiare e sulla limpida espressione dei sentimenti. L'articolazione di forme d'ampio respiro e l'impiego della modulazione sono elementi importanti del principio classico, coltivati tanto da Haydn quanto da Mozart. La nuova posizione sociale della borghesia nell'età dell' Illuminismo richiedeva che la musica, come la filosofia, la scienza, la letteratura e le arti tutte, tenesse conto del grande pubblico e non più di un gruppo scelto d'esperti, esigeva che, libera da inutili complicazioni tecniche, la musica andasse aldilà del semplice intrattenimento per agire sul cuore e sulla mente. Parallelamente, il declino del mecenatismo dava spazio alla formazione di un mercato musicale e di un pubblico moderno. I mutamenti nel linguaggio musicale consistettero soprattutto in un nuovo approccio alla melodia e all' armonia. La continuità, tipica dei compositori barocchi, fu rimpiazzata da frasi più articolate provocando, agli esordi, nuovi problemi di fluidità, il materiale melodico era invece spesso caratterizzato da un'inedita semplicità, il lessico tonale e armonico dei compositori barocchi venne adottato, ma con un andamento armonico meno concitato; le progressioni convenzionali sostenevano frequentemente una grande quantità di eventi all'interno del tessuto musicale. Grandi contributi del classicismo furono la forma-sonata, l' ampliamento dell' orchestra che arrivò a comprendere regolarmente i fiati, l' invenzione del pianoforte, avvenuta quasi casualmente da parte di Bartolomeo Cristofori. Sebbene l'interazione tra forma e contenuto implichi un variare delle proporzioni tonali all'interno dei singoli movimenti, alcuni elementi costanti nel rapporto tra materiale e tonalità hanno dato origine all'espressione generica, e per certi versi fuorviante, di "forma sonata", per indicare lo sviluppo della struttura binaria barocca nei primi movimenti di opere classiche. La dizione "principio sonata" definisce più esattamente una procedura che rifletteva il linguaggio musicale naturale del tempo e che poteva agevolmente combinarsi con altri elementi come il rondò e la fuga. Gli sviluppi tematici di Haydn spesso contrastano con la vena più italiana di Mozart, anche laddove superficialmente la struttura delle rispettive forme musicali appare simile. L'universalità raggiunta da Haydn fu rafforzata in tutta la sua musica da tocchi di cultura popolare, tecnica destinata a incontrare il favore del pubblico. Le dodici sinfonie "londinesi" illustrano bene il suo stile orchestrale maturo. Anche Mozart avvertiva la necessità di essere accessibile, ma al tempo stesso si sentiva spinto ad approfondire lo studio dei complessi procedimenti di Johann Sebastian Bach. Il contrappunto quindi si introdusse non solo in contesti sinfonici come la sinfonia Jupiter, ma anche in generi meno prevedibili, come il concerto per pianoforte. Accrebbe inoltre enormemente le potenzialità drammatiche nella sua musica per il teatro, soprattutto nella caratterizzazione dei singoli personaggi. I finali delle opere di Mozart mostrano una grande abilità nell'organizzare vaste impalcature tonali; il suo linguaggio musicale riconcilia molte influenze contrastanti e il suo intuito nel giustapporre elementi italiani e viennesi risalta particolarmente negli straordinari risultati raggiunti nel campo dell'opera seria, dell'opera buffa e nel tedesco Singspiel.
Concerto Composizione musicale, di norma in tre movimenti, per uno o più strumenti solisti e orchestra. Una specifica categoria di concerti sorse, per la prima volta, nel tardo XVII secolo. Arcangelo Corelli usò il titolo di "concerto grosso" per i dodici pezzi strumentali dell' op. 6. Queste composizioni impiegavano un' orchestra d' archi detta "concerto grosso, ripieno o tutti" in contrasto con un piccolo gruppo di solisti, il "concertino". I concerti di Corelli, costituiti da una serie di brevi movimenti di carattere contrastante, erano sostanzialmente identici, per stile e forma, al genere di musica da camera dominante al tempo: la sonata a tre. Il nuovo concerto grosso, ripreso da altri compositori come Giuseppe Torelli, presto sviluppò uno stile proprio, caratterizzato da un tema di esordio basato sull'arpeggio, su ritmi incalzanti e ripetitivi e su un disegno armonico tendente a definire la tonalità.. Il concerto grosso generò una sottocategoria, il "concerto a solo", in cui il posto del concertino veniva preso da un singolo strumento. All'inizio, i concerti solisti furono composti unicamente per violino, tromba o oboe, da musicisti quali Torelli e Tomaso Albinoni, ma ben presto la varietà degli strumenti solisti crebbe, come testimoniano i numerosi concerti di Antonio Vivaldi. Queste composizioni posero le basi per una forma che sarebbe rimasta immutata fin quasi al Novecento: una successione di tre movimenti (veloce-lento-veloce), con il movimento centrale in una tonalità diversa rispetto a quella principale del primo e dell'ultimo movimento. Nei movimenti veloci, i passi solistici si ampliavano in lunghe sezioni, spesso dominate da rapide ornamentazioni; a questi episodi si alternavano quattro o cinque sezioni dell'intera orchestra, dette ritornelli (il tutto prendeva il nome di "forma ritornello"). Prima del ritornello conclusivo, in almeno uno dei movimenti, il solista sfoggiava la propria abilità tecnica e musicale in un passo improvvisato detto
cadenza. Le cadenze rimasero un elemento standard del concerto per tutto il periodo classico e romantico e, successivamente, i compositori le scrissero personalmente anziché affidarle al gusto e all' abilità dell'esecutore.
Corale La musica degli inni della Chiesa protestante. In genere il nome indica lo stile introdotto nel Cinquecento da Lutero, che intuì il grande potere della musica nel risvegliare il sentimento religioso. Scegliendo semplici melodie da svariate fonti, sacre e profane, le adattò agli inni e ai salmi usati nelle funzioni.
Courante e corrente Danza di corte molto diffusa tra il 1600 e il 1800. La musica usata per ballare era normalmente il secondo movimento della suite barocca, e la danza era di due tipi: l'italiana, chiamata corrente, in tempo triplo, e la più lenta versione francese, detta courante, in stile
contappuntistico.
Divertimento Titolo usato nel XVIII secolo per indicare la musica da camera e quella da clavicembalo, e in seguito, seppure con minore frequenza, per indicare una composizione di carattere generalmente leggero. L'equivalente francese, divertissement, indicava un interludio musicale tra un atto e l' altro di una rappresentazione teatrale o di un'opera. Successivamente ha finito per significare una sequenza di danze autonome all'interno di un balletto narrativo.
Espressionismo Corrente che in musica raggiunse l' apice durante la prima guerra mondiale, denunciando le angosce, gli intimi terrori e il cinismo dell'esistenza contemporanea attraverso opere di grande intensità emotiva, musicalmente complesse e accuratamente strutturate. Le tecniche convenzionali vennero distorte, e ogni "gradevolezza" lasciò il posto ad armonie aspre e dissonanti usate con grande forza. La musica o è atonale o snatura la tonalità tradizionale; la polifonia è fitta, e spesso la melodia nel senso abituale è irriconoscibile.
Dodecafonia Metodo di composizione elaborato da Arnold Schönberg tra il 1908 e il 1923 come principio attorno al quale organizzare la musica atonale. Innanzitutto il compositore dispone le dodici note della scala cromatica in un determinato ordine, formando una serie di note. Quindi compone il suo pezzo senza ripetere la stessa nota prima di aver impiegato tutte le altre della serie, e ricominciando dalla prima quando la serie è esaurita. Le note possono essere usate una dopo l'altra, come melodia, oppure simultaneamente, come accordi. Esse possono essere assegnate a qualsiasi strumento o voce, a discrezione del compositore. La serie può anche subire tre tipi di variazione: la retrogradazione (dalla fine all'inizio), l' inversione (rovesciando la direzione degli intervalli) e la retrogradazione dell'inversione (combinando le due precedenti). La serie originale e le variazioni possono anche essere trasposte su altezze superiori o inferiori. Utilizzando il suo metodo, egli ed i suoi allievi Alban Berg e Anton Webern produssero opere straordinarie. in particolare, Berg vi inserì elementi di tonalità, costruendo talvolta serie dodecafoniche contenenti accordi tradizionali, mentre Webern usò la serie in modo più astratto, spesso segmentandola, creando uno stile musicale basato sulla limpidezza e la concisione. Il metodo costituì la prima e più famosa formulazione del concetto di serialità, l' innovazione più profonda e fertile nella musica del Novecento. La serialità consiste nella ripetizione e variazione di una data sequenza (la serie) secondo tutti gli elementi musicali: non solo l'altezza, ma anche il ritmo, il timbro e persino i livelli di intensità sonora. Questa estensione del concetto derivò da Webern, che aveva applicato il sistema nel modo più rigoroso. Negli anni Quaranta, la sua musica esercitò un'influenza diretta su Messiaen, e nel dopoguerra su artisti come Stockhausen e Pierre Boulez. Dagli anni Cinquanta i compositori usarono con sempre maggior libertà il concetto di serialità, assimilandola nei propri stili personali e sviluppandola secondo le proprie esigenze come una tecnica tra le altre.
Forma sonata La più importante forma musicale del periodo classico (1770-1820 ca.), impiegata sino al tardo Ottocento nei primi movimenti di sinfonie, concerti e altri generi di musica da camera oltre che nelle sonate. È considerata la massima espressione della musica tonale perché si basa sul contrasto e la risoluzione finale di tonalità in opposizione. Lo schema può essere analizzato sia come forma bipartita sia tripartita. Il primo periodo della forma, quello preclassico, giustifica la visione bipartita: la prima parte stabilisce un centro tonale principale, la cosiddetta tonica secondo la terminologia dell' armonia funzionale, per poi modulare su un centro secondario, di solito la dominante. La seconda parte comincia sulla dominante, tocca altre tonalità e conclude sulla tonica. Il materiale melodico è costituito da uno o più motivi o temi enunciati nelle diverse tonalità, talvolta le tonalità di tonica e di dominante hanno ciascuna i propri temi. L' analisi della forma sonata come schema tripartito è giustificata dalle modificazioni che ebbero luogo nel periodo classico. Lo schema tonale rimase lo stesso, a crescere fu invece l' importanza del carattere del materiale melodico, e quella della coordinazione tra melodie e tonalità. Anziché un solo tema o un gruppo di temi nella prima sezione, emersero due distinti gruppi di temi, uno alla tonica e l'altro alla dominante. I temi della tonalità principale avevano di solito un carattere vigoroso, eventualmente con ritmi veloci e fortemente accentati; i temi della dominante tendevano a essere più lirici. Inoltre, la prima sezione di un gran numero di movimenti in forma sonata iniziava con un'introduzione lenta e si concludeva con una breve coda. La seconda e terza parte della forma sonata classica si svilupparono entrambe dalla seconda sezione della precedente forma preclassica. La nuova seconda sezione ampliava l' esordio della precedente, che conteneva brevi digressioni in altre tonalità. Le digressioni si fecero più estese e più numerose, e il materiale melodico della prima sezione cominciò a essere sviluppato in modo esteso mediante frammentazioni, alterazioni, ricombinazioni e altri mezzi. La terza sezione consisteva in una riesposizione del primo e del secondo tema, entrambi nella tonalità tonica (o a partire dalla sottodominante, di modo che la modulazione del secondo tema riporta la musica alla tonica). Le tre sezioni acquisirono alla metà dell'Ottocento i nomi corrispondenti alle loro funzioni: esposizione, sviluppo e ripresa.
Flamenco danza con canto originaria della Spagna meridionale e di grande temperamento; caratterizzata da uno stile elegiaco e ricco di abbellimenti, accomagnata da un sottofondo ritmico di nacchere e battere di piedi e mani.
Fuga Composizione musicale nella quale un tema viene sottoposto sistematicamente a imitazione melodica. La trama musicale di una fuga è quindi contrappuntistica e la sua caratteristica stilistica più importante è il trattamento del materiale tematico. Questa caratteristica è tipica anche del fugato, un passaggio che impiega tecniche della fuga entro un' altra forma, ad esempio la sonata. Una fuga può essere scritta per un singolo strumento, per gruppi di strumenti o per gruppi di voci, accompagnate o meno degli strumenti. Il numero delle parti o voci, almeno due ma più comunemente quattro, di norma rimane costante per tutto il pezzo. Le parti principali della fuga sono l' esposizione e l' episodio. Si apre con un' esposizione in cui il soggetto viene presentato da una voce. Alla conclusione dell' esposizione compare la risposta, in cui una seconda voce rienuncia, o imita, il soggetto, tipicamente a distanza di una quinta sopra o di una quarta sotto. La risposta può essere una ripetizione del soggetto (risposta reale) o può presentare lievi alterazioni per adattare il tema alla tonalità (risposta tonale). Durante la risposta la prima voce prosegue in contrappunto libero,e se questo contiene una melodia significativa che ricomparirà successivamente, essa è detta controsoggetto. Un breve periodo di contrappunto libero in entrambe le voci può seguire alla risposta, ma dopo un tempo relativamente breve entra una terza voce con una enunciazione del soggetto iniziando sullo stesso grado della scala della prima esposizione, ma a un' ottava superiore o inferiore. Queste presentazioni alternate di soggetto e risposta continuano fino a che tutte le parti abbiano fatto la loro entrata. Le voci già attive continuano in contrappunto libero ma talvolta rimangono in silenzio per brevi periodi. La prima esposizione completa è seguita da un episodio: passaggi di contrappunto libero costruiti su figure melodiche ricavate dal soggetto, controsoggetto o contrapppunto libero dell' esposizione. Successive esposizioni riprendono la trama contrappuntistica dell'episodio precedente. Le esposizioni centrali prevedono anche la modulazione a tonalità vicine a quella principale. La fuga può impiegare altri procedimenti contrappuntistici, come l' aumentazione (riesposizione del soggetto con valori di durata aumentati) la diminuzione (con valori diminuiti) l' inversione (ripetizione del soggetto con la melodia capovolta) lo stretto (una serie di entrate imitative serrate in cui ciascuna voce inizia il soggetto prima che la precedente abbia finito di enunciarlo) o il pedale (una lunga nota sostenuta nel basso mentre le altre continuano in contrappunto).
Gavotta Danza del XVII secolo, originaria del Pays de Gap nelle Alpi francesi, i cui abitanti erano chiamati gavots. Le coppie ballavano in cerchio al suono di una vivace musica in 2\4 e il ballo rimase in voga fino allo scoppio della Rivoluzione francese nel 1789. La sua forma stilizzata costituì spesso uno dei movimenti delle suite musicali.
Giga Danza vivace di origine irlandese-scozzese per lo più in tempo ternario, utilizzata molto nel barocco come Tempo di una suite.
Habanera Canzone e danza cubana con ritmo binario. La sua origine è controversa: mentre per alcuni musicologi ha radici africane e venne introdotta in Europa alla fine del XVIII secolo da Cuba (il suo nome deriva infatti da L' Avana), per altri è di origine spagnola. Secondo quest' ultima ipotesi passò dalla penisola iberica a Cuba, dove acquisì il suo particolare carattere cadenzato, per tornare poi in Spagna ormai influenzata dalla musica afrocubana. La sua struttura ritmica è precisa e moderata, con ritmo in 2/4. La melodia di solito è composta da tre crome in una parte e da due nell' altra. Le frasi contengono due periodi, ciascuno di otto battute. L' esempio più famoso di questa danza è quello del primo atto della Carmen di Georges
Bizet.
Impressionismo Corrente musicale sorta in Francia tra la fine dell' Ottocento e i primi del Novecento, capeggiata da Claude Debussy. Influenzato dai dipinti degli impressionisti francesi e dalla poesia di Verlaine, Baudelaire e Mallarmé, l' impressionismo musicale dava maggior peso ai timbri e alle atmosfere che alle strutture formali. Debussy, critico militante oltre che compositore, vide nell' impressionismo una reazione al rigore formale dello stile classico e alla tendenza sentimentale del romanticismo. A questo scopo, Debussy sviluppò nella sua musica una combinazione di vecchi e nuovi espedienti. Da una parte usò la scala di toni interi e intervalli complessi e inusuali di nona e oltre, dall' altra tornò alle quarte e alle quinte parallele della musica liturgica medievale.
Invenzione Composizione basata su una particolare trovata musicale. Nata nel XVI secolo, nel Barocco assunse un più esteso significato: un brano liberamente construito sotto il piano formale, nel quale la trovata musicale viene sviluppata attraverso varie tecniche
compositive.
Jazz Genere musicale nato negli Stati Uniti alla fine dell' Ottocento. Poiché già in origine il jazz si frammentò in numerosi stili diversi, più che una singola definizione è possibile avanzare qualche generalizzazione. Il jazzista improvvisa all'interno delle convenzioni dello stile adottato. Di norma, l' improvvisazione segue il giro armonico di una canzone preesistente o di una composizione originale. I musicisti imitano gli stili vocali dei cantanti, con l' uso di glissando e slide, sfumature di altezza (come le cosiddette "blue notes", le note leggermente bemollizzate nella scala del blues), ed altri effetti. Il ritmo è caratterizzato dall' uso costante delle sincopi e dallo "swing": una sensazione di spinta trascinante dovuta al fatto che la melodia viene percepita ora insieme ora leggermente sfasata rispetto all' attesa scansione della misura. Le partiture scritte, quando ci sono, fungono meramente da guida, fornendo la struttura in cui inserire l' improvvisazione. Il jazz si basa sul principio che alla progressione di accordi di qualsiasi canzone si può adattare un numero infinito di melodie. Il musicista improvvisa nuove melodie che rispondono a quel giro armonico, il quale viene ripetuto a ogni intervento di un nuovo solista. I modelli formali più frequenti sono quelli del song e del blues. Il primo ha la forma AABA, e consiste abitualmente in trentadue battute suddivise in quattro sezioni da otto battute; la seconda forma è quella del blues, in dodici battute. La strumentazione tipica ha come
nucleo una sezione ritmica costituita da pianoforte, contrabbasso, batteria e a volte chitarra, alla quale si può aggiungere la più grande varietà di strumenti. Nelle grandi orchestre, i fiati sono raggruppati in tre sezioni: sassofoni, tromboni e trombe.
Leitmotiv In tedesco, "motivo conduttore". Tema o motivo musicale ben definito, usato per rappresentare un oggetto, un personaggio o un'idea, e che ricorre nel corso di tutta una composizione. Il termine è associato soprattutto ai drammi musicali di Richard Wagner, nei quali il leitmotiv è usato per identificare i personaggi e per commentare l'azione drammatica.
Lied (Plurale Lieder) canzone tedesca, in particolare genere di composizione per voce e pianoforte sviluppato nei paesi di lingua tedesca nell' Ottocento. Il Lied ha una lunga storia, dalla forma polifonica del XV secolo al canto del Sei-Settecento accompagnato dal basso continuo e talvolta da altri strumenti, fino alla Scuola di Berlino del tardo Settecento, ma il termine si applica generalmente alla sua forma ottocentesca, in cui il testo poetico influisce profondamente sulla musica.
Madrigale Composizione profana per due o più voci, introdotta in Italia nel XIV secolo e riapparsa in forma mutata nel Cinquecento, quando si diffuse anche tra i compositori inglesi, francesi, tedeschi e spagnoli. Il madrigale cinquecentesco fu poeticamente molto più libero di quello duecentesco e trecentesco, contemplando anche l' uso di versi settenari. Come composizione musicale, invece, fu sempre più concepito non per solo coro ma come musica vocale da camera, e si serviva talvolta di testi di elevata qualità letteraria. Questa forma si sviluppò in tre fasi.
I madrigali della prima fase erano composti in stile omofonico (una melodia predominante con un accompagnamento subordinato), in genere per quattro voci. I madrigali della fase intermedia erano polifonici (due o più parti vocali indipendenti), più espressivi e spesso imitativi o descrittivi dei suoni della natura e della vita sociale. I madrigali della fase tarda spesso ricorrevano ad audaci progressioni armoniche e al cromatismo (l'inserimento di note estranee alla tonalità prevalente) per produrre effetti di grande intensità drammatica. I massimi compositori in questa fase furono gli italiani Luca Marenzio, Carlo Gesualdo e Claudio Monteverdi. La forma del madrigale italiano fu ripresa con successo soprattutto in Inghilterra: su testi tratti da poeti popolari dell'epoca, scrissero madrigali compositori come William Byrd, Thomas Morley,
John Farmer e Orlando Gibbons.
Mazurka Danza polacca a molto accentata, da?carattere di improvvisazione eseguita, su musica in coppie disposte in cerchio e caratterizzata da numerose figure nonché dal battere dei talloni. Originatasi verso il 1500 in Mazovia (Polonia centrale), nel 1800 si diffuse nel resto d'Europa come danza da sala per una, quattro o otto coppie. Fu introdotta da Chopin nell' ambito della musica colta occidentale.
Messa Composizione musicale, esistente fin dall'antichità e costruita attorno a un testo liturgico della Meso pontificato (590-604) raccolse molti canti monofonici usati nella liturgia. Nel canto gregoriano le melodie del proprio sono particolarmente importanti, specialmente l' Introito, il Graduale, l'Alleluia, il Tratto, l' Offertorio e l' Eucaristia. Il primo esempio di un ordinario della Messa completamente musicato, Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei, si ha con la Messe de Tournai (1300 ca.). La Messa per la commemorazione dei defunti omette il Gloria e il Credo, ma aggiunge una Sequenza, o inno: il Dies Irae, da un componimento anonimo in latino medievale.
Minuetto Danza di origine contadina. Introdotta alla corte di Luigi XIV dal compositore Jean-Baptiste Lully nel secolo XVII, fu utilizzata da molti musicisti nella composizione delle suite. La danza è caratterizzata da figurazioni ordinate e complesse. Eseguita da una coppia alla volta in ordine di gerarchia sociale, nella versione originale prevedeva che, a tempo moderato, con piccoli passi, posizioni erette e profondi inchini, i ballerini eseguissero le figurazioni simulando un lieve corteggiamento. Più tardi, con tempo più rapido e carattere allegro, la forma musicale del minuetto divenne un movimento di sinfonie e sonate.
Monodia Brano per una voce, nel periodo barocco accompagnato dal basso continuo.
Mottetto Composizione vocale destinata all'uso liturgico. Il mottetto ebbe origine all'inizio del XIII secolo: il compositore sceglieva un brano di canto gregoriano e vi aggiungeva altre parti vocali. Tali composizioni, eseguite all' interno del canto da cui erano estratte, erano chiamate clausulae. Dopo il 1250 circa, i mottetti furono usati come composizioni autonome e non più come clausulae. Un' importante caratteristica era l' uso simultaneo di più di un testo, talvolta in diverse lingue, con un segmento di canto gregoriano per la parte vocale più bassa. La struttura musicale del mottetto divenne estremamente complessa nel Trecento e incorporò la tecnica isoritmica: la ripetizione di diversi moduli ritmici e melodici sovrapposti, di solito nella parte del
tenor.
Musica a programma Musica che descrive, con il linguaggio e gli effetti che le sono propri, un tema non musicale, come una vicenda, un oggetto o una scena. Il tentativo di scrivere una musica descrittiva è probabilmente antico quanto la musica stessa. Se la musica sia in grado da sola di descrivere qualcosa è un interrogativo altrettanto antico, e non ha mai ricevuto una risposta definitiva. È discutibile che l'ascoltatore possa riconoscere ciò che viene descritto in musica senza l'aiuto di titoli, didascalie o note di programma, allusioni letterarie o citazioni musicali di melodie che hanno associazioni arcinote, come marce militari, canzoni d'amore tradizionali, canti di caccia o inni nazionali.
Musica da camera Musica per un organico che può andare da due a una decina di strumenti, con un esecutore per ciascuna parte, ognuna di pari importanza. La musica da camera, a partire dal 1750 circa, fu principalmente quella per quartetto d'archi (due violini, viola e violoncello), ma altrettanto diffuse furono le composizioni per duo, trio, quartetto e quintetto d'archi con l'aggiunta del pianoforte o di uno strumento a fiato. I concerti pubblici di musica da camera, originariamente destinata all'esecuzione privata, ebbero origine solo a partire dall'Ottocento.
Musica elettronica Musica prodotta per mezzo di strumenti elettronici che comprende la musica su nastro, quella elettronica dal vivo (creata in tempo reale su sintetizzatori o altre apparecchiature), quella concreta (creata da suoni registrati e successivamente modificati) e la musica che combina l'esecuzione dal vivo con sonorità elettroniche registrate.
Neoclassicismo Corrente stilistica in auge nel periodo compreso tra le due guerre, che si rifaceva al controllo e alla limpidezza formale dei modelli classici. Al tempo era considerato una delle due strade (l' altra era la dodecafonia) per reagire agli eccessi del tardo romanticismo. La musica barocca fornì il modello per molte opere neoclassiche: uno dei primi lavori di Igor Stravinskij in questo nuovo stile, il balletto Pulcinella, si basava su musiche di Pergolesi e suoi contemporanei, mentre il suo Concerto per pianoforte e strumenti a fiato riprendeva lo stile melodico fiorito del barocco, e l'integrazione di solista e accompagnamento tipica del concerto grosso più che l'esibizione virtuosistica caratteristica del concerto classico.
Notturno Brano musicale con il quale si vuole evocare l'atmosfera della notte; nel periodo classico il titolo fu usato per musica orchestrale o da camera di solito di carattere leggero, forse destinato all'esecuzione serale. Tra gli esempi più celebri è un gruppo di notturni per flauto, oboe e tre archi di Hans Holzbauer, il Notturno per quattro gruppi orchestrali K.286 di Mozart e il gruppo di otto Notturni con ghironda di Haydn. John Field usò per primo il termine francese "nocturne" per una serie di pezzi per pianoforte scritti tra il 1813 e il 1835, di carattere malinconico e sognante. Chopin, che conosceva bene l' opera di Field, ampliò considerevolmente la gamma delle emozioni e la trama sonora nella sua grande serie di ventuno notturni, pubblicati in più riprese tra il 1832 e il 1846.
Opera Rappresentazione teatrale cantata, con accompagnamento musicale, generalmente caratterizzata da ouverture e interludi. L' opera vera e propria fu sviluppata da un gruppo di musicisti e intellettuali, la cosiddetta Camerata fiorentina, che si proponeva un duplice obiettivo: far rivivere lo stile musicale del teatro dell' antica Grecia e sviluppare un' alternativa allo stile fittamente contrappuntistico della musica del tardo Rinascimento. Specificamente, essi auspicavano che i compositori prestassero maggiore attenzione al testo su cui era basata la loro musica, ossia che lo rendessero accessibile facendo sì che la musica riflettesse frase per frase il suo significato. Lo stile vocale della Camerata consisteva di semplici linee melodiche, che seguivano l'andamento parlato e i ritmi del testo, accompagnate dalla successione degli accordi forniti dal basso continuo, eseguito dal clavicembalo o da altri strumenti, e sostenute da uno strumento melodico basso. Due membri della Camerata, Giulio Caccini e Jacopo Peri, intuirono che questo stile, la monodia, poteva essere usato per monologhi e dialoghi in una rappresentazione scenica. Nel 1597 Peri compose la prima opera, Dafne, che però non ci è pervenuta. Nel 1600 veniva rappresentata a Firenze un'opera intitolata Euridice, con musica sia di Peri sia di Caccini. Nel Settecento l'opera era ormai ben lontana dagli ideali della Camerata fiorentina, e i cantanti venivano valutati più per la voce e il virtuosismo che per le capacità sceniche. Le opere finirono per diventare poco più che una successione di arie, e in particolare di arie con il "da capo". Molti compositori alla metà del Settecento cercarono di modificare la pratica operistica. Per farlo, essi introdussero forme diverse dall'aria e fecero un maggior uso di musica corale e strumentale. Il più importante tra coloro che intrapresero questa riforma fu il tedesco Christoph Willibald Gluck. Nel frattempo, sotto diversi nomi in vari paesi, si sviluppava un'altra forma di opera comica: in Inghilterra fu chiamata ballad opera; in Francia, opéra comique; in Germania Singspiel; e in Italia opera buffa. Di stile più leggero, una parte ( o tutto) del dialogo era recitato anziché cantato, e le trame riguardavano gente comune e non più, come nell'opera tradizionale, personaggi mitologici. Francia, Germania e Italia svilupparono ciascuna il proprio stile operistico nel corso del XIX secolo. Parigi fu la culla del grand-opéra, una sfarzosa miscela di spettacolo, azione, balletto e musica, i cui autori furono soprattutto compositori stranieri stabilitisi in Francia. L' opera tedesca toccò l'apice con il dramma musicale di Richard Wagner, in cui testo, partitura e messinscena erano tutti fusi inestricabilmente. Wagner adottò il nuovo stile di ininterrotta fluidità (con l'uso del Leitmotiv), in cui spesso è l' orchestra, più che i personaggi in scena, il vero protagonista. La nuova concezione operistica di Wagner ebbe un influsso profondo e assai duraturo sui compositori di tutto il mondo. In Italia, l'opera continuò a porre l'accento principalmente sull'uso della voce al punto che la produzione si connotò stilisticamente come "belcanto". Il realismo nell'opera italiana prese il nome di verismo: i due esempi più rappresentantivi furono Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, brevi e intensi melodrammi di passione e delitto.
Operetta Genere di teatro musicale di carattere leggero con canto e danze inframmezzati da parti dialogate. L'operetta francese (detta anche opéra bouffe) iniziò a diffondersi nell'Ottocento in piccoli teatri come i Bouffes Parisiens, fondati da Jacques Offenbach.Le radici dell' operetta viennese affondano nel Singspiel e nelle farse locali e grandi autori furono Johann Strauss jr e Franz
Lehar.
Oratorio Composizione musicale per voci e strumenti, di carattere drammatico o contemplativo, solitamente di argomento religioso. Nonostante l'impostazione di tipo teatrale, di norma viene rappresentato senza scenografia e costumi. L' inizio dell'oratorio risale alla metà del Cinquecento, quando san Filippo Neri cominciò a organizzare servizi devozionali nell' oratorio di una chiesa di Roma. I servizi comprendevano sermoni, preghiere, canto di inni e musica sacra. Quando all' inizio del Seicento l' opera si diffuse da Firenze a Roma, alcune sue caratteristiche, come lo stile vocale recitativo monodico e l' uso di un libretto, furono incorporate nella musica scritta per i servizi da oratorio. Alcuni dei primi oratori venivano rappresentati come opere, con scenografie, costumi e movimenti in scena, in seguito venne introdotto un narratore che spiegava lo svolgimento dell' azione. Un' altra differenza rispetto all'opera era il maggior impiego di musica corale.
Organum Prima forma di polifonia sviluppatasi dal cantus planus della musica antica. Il trattato del IX secolo Musica Enchiriadis indica come "organum semplice" gli intervalli prodotti dal moto parallelo di quarte, quinte o ottave. Il raddoppio all' ottava per produrre una tessitura di tre o quattro parti era chiamato "organum composito". Per evitare dissonanze indesiderate, come quelle delle quarte eccedenti, il moto rigorosamente parallelo fu progressivamente abbandonato dando vita a un "organum parallelo modificato". Di conseguenza, vennero introdotti nuovi criteri contrappuntistici e si ebbe un' accresciuta consapevolezza dell'armonia e della cadenza, come spiega attorno al 1205 Guido d'Arezzo nel suo Micrologus. Con il perfezionarsi della notazione e della tecnica esecutiva, crebbe la capacità di "comporre" tramite improvvisazione, come si vede nel secondo Tropario di Winchester (dell'inizio dell'XI secolo) con le sue cinquantatré alternative melodiche a una singola "vox organalis". Intorno al 1100 era diventato comune l' "organum libero" con la sua maggiore scelta di intervalli, moti contrari, incroci di parti e formule cadenzali. Si svilupparono due distinte forme di organum: il vecchio stile di nota contro nota detto "discanto", e un nuovo stile che portava ancora il nome di organum ma era costituito da una linea melismatica di note sopra una singola nota sostenuta. Alla metà del Duecento, tre forme di organum erano riconosciute dal teorico Johannes de Garlandia: il vecchio stile delle note sostenute ancora denominato organum, la copula, che utilizzava lo stile sostenuto ma impiegando la nuova notazione ritmica modale e il discanto, anch'esso in ritmo modale ma nel rinnovato stile di nota contro nota. In seguito il discanto sarebbe entrato nelle sfere non liturgiche del conductus e del mottetto, e il termine organum avrebbe indicato l'ormai superata polifonia basata sul cantus
planus.
Ouverture Introduzione strumentale a un' opera o altro lavoro teatrale musicale o meno. Le prime opere, all'inizio del Seicento, non avevano un'ouverture: questa divenne comune alla metà del secolo, quando si svilupparono due forme standard. L' ouverture francese, messa a punto da Jean-Baptiste Lully, era in due parti, la prima lenta e solenne, la seconda più vivace e ricca di momenti contrappuntistici. In seguito Alessandro Scarlatti fissò l'ouverture italiana, tripartita, nei tempi veloce, lento, veloce: fu da questa che si sviluppò il genere strumentale autonomo della sinfonia. Christoph Willibald Gluck fu tra i primi a utilizzare nelle ouverture materiale preso dall'opera che seguiva, fissandone l'atmosfera emotiva. L'influenza di questa innovazione è evidente nel Don Giovanni (1787) di Mozart, come anche nelle prime tre ouverture Leonora di Ludwig van Beethoven. Nel XIX secolo l'ouverture aveva assunto la forma di un singolo movimento, analogo al primo movimento di sonata o di sinfonia. Molte brillanti ouverture operistiche furono scritte da Gioacchino Rossini, come quella celebre per il Guglielmo Tell (1829). La forma fu ampliata da Richard Wagner: nelle sue opere l' ouverture divenne un prolungato preludio (Vorspiel) che confluiva senza soluzione di continuità nella musica del primo atto. Molti autori di opere in seguito eliminarono del tutto l' ouverture, che rimase in uso per l' operetta e il musical. Nel XIX e XX secolo, si sono chiamate ouverture anche composizioni strumentali autonome: importanti esempi sono l' ouverture di Beethoven per il Coriolano di Heinrich Josef von Collin, e quella composta per il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare da Felix Mendelssohn
Bartholdy.
Passacaglia Composizione musicale simile alla ciaccona, derivata da una danza spagnola, in ritmo ternario e con tempo moderato, costituita da variazioni su un basso ostinato (una frase musicale ripetuta incessantemente). Si diffuse nel Seicento dapprima in Italia e poi in Francia e in Germania, dove Johann Sebastian Bach ne compose alcune divenute celebri. Passata di moda nei secoli successivi, suscitò nuovo interesse tra i compositori del Novecento.
Passione Composizione musicale per voci e strumenti che si riporta al racconto evangelico del tradimento, processo e crocifissione del Cristo. Nel Medioevo, la storia della Passione era cantata come parte centrale della liturgia della Settimana Santa: il sacerdote identificava i personaggi cambiando tempo e registro della voce, usando un tono profondo e solenne per le parole di Cristo, un registro medio e una declamazione rapida per quelle del narratore, e un tono acuto per gli altri personaggi e per la folla. A partire dal Quattrocento fu introdotta la polifonia: sotto forma responsoriale per sottolineare il carattere particolare degli interventi salmodianti della folla ed in forma di mottetto. Mentre il mottetto cadde in disuso all' inizio del Seicento, il genere responsoriale sopravvisse raggiungendo l' apice nelle tre austere ma profondamente espressive Passioni di Schütz, degli anni Sessanta di quel secolo. Altri compositori del tempo attinsero a elementi dell' oratorio, accompagnamento strumentale, corali, arie e semplici recitativi, per dare vivacità alla loro opera; a questo punto occorreva un solo passo, peraltro immenso per qualità, per arrivare alle grandi Passioni di Bach, opere che fondono dramma e meditazione con una ricchezza espressiva mai prima immaginata.
Pasticcio Opera costituita da arie, ensemble e brani strumentale tratti da opere preesistenti, particolarmente in auge nel XVII-XVIII sec.
Pavane Danza lenta di carattere cerimoniale in tempo binario, ampiamente diffusa nel XVI e XVII secolo.
Poema sinfonico Genere di musica a programma per orchestra sviluppatosi nel corso del XVIII e XIX secolo. I principali primi propugnatori dell'extramusicale in musica furono Hector Berlioz e Liszt, che è anche l' inventore della definizione "poema sinfonico".
A differenza della sonata classica, basata su una sequenza puramente musicale di esposizione, sviluppo e ripresa, il poema sinfonico adatta spesso la sua forma al soggetto del programma extramusicale a cui fa riferimento. Seguendo l' esempio di Berlioz e Liszt, i compositori successivi diedero continuità e coesione ai loro poemi sinfonici usando uno o più temi ricorrenti (spesso dotati di significato simbolico) che trasformavano e mutavano a seconda delle esigenze narrative o evocative del programma. L' utilizzo dell' armonia e degli impasti timbrici a scopi espressivi nel poema sinfonico portò a innovazioni nelle progressioni armoniche e nelle combinazioni strumentali.
Polacca Danza di processione per coppie che procedono in fila per ordine di rango. Ballo nazionale della Polonia, è conosciuto fin dal 1645. L'incedere è lento e si eseguono numerose figure, tra cui lo scambio del compagno. La musica è generalmente in k maestoso.
Polka Danza popolare boema diffusasi, a metà dell' Ottocento, nelle sale da ballo europee e americane. Ballata in cerchio su una musica in 2/4, è eseguita in coppia con tre passi sui tre primi mezzi accenti, seguiti da un saltello sul quarto.
Preludio Composizione strumentale che spesso precede un altro movimento, un gruppo di movimenti o un lavoro di più ampio respiro. Di solito è in sé concluso e la sua forma può essere molto varia. La sua origine sta nella breve introduzione improvvisata dal liutista, organista o altro solista per saggiare il tocco e l' intonazione dello strumento. Molti preludi scritti nel Cinque e Seicento, come quelli di Bull, Frescobaldi e Pachelbel, hanno i caratteri dell' improvvisazione: è una derivazione che si nota particolarmente nei preludi francesi della fine del XVII secolo, in cui l' interpretazione ritmica è lasciata all'esecutore. Nel Seicento e nella prima metà del Settecento, in Germania, il preludio di norma precedeva una fuga, come nelle opere di Buxtenhude e più ancora di Bach. Il preludio non fu molto coltivato nel periodo classico, ma tornò in auge nel XIX secolo, sia sotto forma di preludio e fuga sia come brano autonomo per pianoforte. Chopin scrisse 24 splendidi preludi, uno per ogni tonalità maggiore e minore; la tradizione fu continuata da compositori come Rachmaninoff, Satie, Busoni, Debussy e
Šostakovic.
Recitativo Stile di composizione musicale per voce sola, in cui la linea melodica e i valori delle note sono basati principalmente sulle inflessioni e i ritmi naturali del parlato. Si presenta soprattutto nell' opera e nell' oratorio, come contrapposto all' aria, nella quale melodia e ritmo hanno una struttura più puramente musicale. Il recitativo iniziò a emergere come forma musicale distinta alla metà del Seicento, strutturandosi in due tipi: il recitativo secco, in cui il cantante pronuncia il testo con il tono del normale parlato, appena sostenuto dal basso continuo, e il recitativo accompagnato, di solito più lento e accompagnato dal grosso dell' orchestra oltre che dagli strumenti del continuo.
Romanticismo Movimento artistico che nella musica, come in letteratura e nelle arti visive, divenne dominante nella seconda metà del Settecento e tale rimase fino all'inizio del XX secolo. Dopo l'universalismo dell'età dei Lumi, con il Romanticismo venne l'era dell'individuo. L'evento storico più significativo di quest'epoca, che permeò di sé ogni forma della vita sociale e culturale, ivi compresa l'espressione musicale, fu la Rivoluzione francese. In Francia, un effetto immediato si avvertì sull' opera. In luogo delle trame dell' opera barocca, in genere tratte dall'antichità classica, il materiale per i soggetti venne attinto dal continuo succedersi e alternarsi degli eventi di cui si componeva l'attualità. Si formò addirittura un genere nel quale l' eroina, rapita e incarcerata dal tiranno, veniva salvata dal suo amante: sin qui nulla di diverso dagli esempi precedenti. La novità risiedeva nel fatto che il torto non veniva più riparato dall' apparizione all' ultimo istante del deus ex machina, bensì dagli sforzi di uomini in carne e ossa. In accordo con il credo rivoluzionario, i cerimoniali parigini prendevano forma di vaste odi corali in musica, spesso all'aperto, in lode dell'Uomo e di un vago Essere supremo e dei valori imperniati sul motto "liberté, egalité e fraternité". Al mito dell' individuo si deve aggiungere quello del sublime spettacolo della natura, le cui forme vengono divinizzate. Quest' enfasi trova vivida espressione nella musica. Nella trama di molte opere giocano un ruolo essenziale tempeste, valanghe, incendi, naufragi, eruzioni vulcaniche o altre manifestazioni che dimostrano che l' ordine umano è in balia delle forze irrazionali della natura. Accanto al rafforzarsi delle identità individuali, il Romanticismo vide il consolidarsi di quelle nazionali. Se pianisti compositori come Liszt e Chopin seppero trasformare danze ungheresi e polacche in numeri virtuosistici da concerto, fu l' opera a offrire la più completa espressione artistica dell' individualità di una nazione con l' uso di una specifica lingua e musica popolare, e con il ricorso a particolari vicende storiche, miti e leggende. È possibile vedere in Wagner l' artista culminante del Romanticismo musicale. Attinse, per le sue idee, all' intera storia della musica romantica, cogliendo ciò che gli occorreva per formulare un linguaggio di incomparabile sottigliezza, vastità intellettuale e intensità emotiva. Da allora, quasi nessun compositore poté ignorare le sue idee e la sua arte, anche quando il rapporto prese la forma di accesa reazione. Il lascito del Romanticismo musicale è complesso quanto le sue origini. Movimenti quali l'impressionismo, l'espressionismo e il verismo sono tutti in qualche modo in debito con gli ideali romantici.
Romanza Composizione strofica di carattere narrativo per canto ed accompagnamento strumentale, di origine spagnola, che parla di avventure eroiche o amorose. Nel XVIII e nel XIX secolo la romanza divenne popolare anche in Francia ed in Germania penetrando nel lied e nell' opera (soprattutto nell' opèra-comique e nel singspiel).
Rondò Forma musicale nella quale un tema principale si alterna a temi o episodi contrastanti. Nel Seicento, compositori francesi quali Lully scrissero pieces en rondeau secondo il modulo A B A C A D … A. Mozart e altri compositori del Settecento spesso usarono un rondò di schema A B A C A B A come movimento conclusivo di una sinfonia, un concerto o una sonata strumentale.
Sarabanda Danza su musica in j, originaria dell'America latina e della Spagna. In origine molto indecente, e per questo proibita nel 1583, si trasformò in danza solenne quando giunse alla corte francese nel XVII secolo. In questa forma finale, la sarabanda costituisce il terzo movimento della suite barocca.
Scherzo Rapida, vigorosa composizione strumentale in metro ternario, solitamente il secondo o terzo movimento di una sonata, una sinfonia o un quartetto d'archi. Nella musica vocale e strumentale del Seicento il termine indicava un brano di carattere leggero e di forma irregolare (come gli Scherzi musicali di Claudio Monteverdi, 1607 e 1632). Lo scherzo moderno prese il suo carattere con Ludwig van Beethoven, che lo sviluppò come sostituto del minuetto, abituale terzo movimento di sinfonia fino al 1800 circa. Compositori più tardi, come Fryderyk Chopin e Igor Stravinskij, usarono occasionalmente lo scherzo come forma a sé stante.
Seguidilla Danza popolare spagnola dall' andamento moderato ed in tempo ternario, con accompagnamento di castagnette, chitarra o tamburello basco. Ne fu inserita una nella Carmen da
Bizet.
Serenata Termine inizialmente associato all' esecuzione serale di un brano musicale e applicato di solito a composizioni relativamente leggere in una varietà di forme, tra il Settecento e il Novecento. Originariamente una serenata era una canzone cantata dall' innamorato sotto la finestra della bella, di solito accompagnandosi con uno strumento come la chitarra. Le raccolte rinascimentali di madrigali comprendono serenate stilizzate e anche parodie del genere, come Matona mia cara di Orlando di Lasso. Secondo un' altra tradizione, risalente alla metà del Seicento, per serenata si intende una cantata profana di ampie proporzioni eseguita in occasioni ufficiali, di sera e generalmente all'aperto. Molti compositori italiani ne scrissero, come Scarlatti e Vivaldi. Al di fuori dell' Italia, si composero serenate per le corti in Germania (alcune cantate profane per i compleanni e gli onomastici reali di Bach possono rientrare in questa categoria), Spagna, Portogallo e Perù. Nella Vienna del Settecento il genere prese una veste strumentale con Haydn e Mozart: di quest'ultimo la Serenata in do minore è una drammatica sinfonia in miniatura, più adatta all' esecuzione in una sala da concerto che all' aperto. Spesso compaiono serenate nelle opere, come il Don Giovanni di Mozart e Il barbiere di Siviglia di Rossini. In Germania simili canzoni per solo e coro prendono il nome di Ständchen: ne scrissero Schubert, Brahms e Richard Strauss. Quando la serenata perse la sua funzione sociale, il titolo fu usato dai compositori per indicare una composizione di carattere leggero e spesso con un numero di movimenti superiore a quello di una sinfonia, caratterizzata da sempre più frequenti rimandi a elementi di periodi precedenti.
Serialismo Stile compositivo sviluppatosi negli anni '50 del XX secolo che sviluppò ulteriormente i principi della dodecafonia. Oltre alla serie preordinata delle altezze sonore, che a differenza che nella musica dodecafonica può contenere anche meno di dodici suoni, nella musica seriale vengono anche preordinati altri parametri, quali durata, intensità, dinamica, timbro. Tala predeterminazione sfociò ben presto nel suo contrario, promuovendo correnti musicali che rinunciavano a qualsivoglia determinazione del materiale musicale e che assumevano il caso come principio compositivo fondamentale.
Sinfonia Composizione orchestrale costituita normalmente di quattro sezioni o movimenti. Verso il 1700, le ouverture d' opera italiane (dette sinfonie) avevano trovato la loro forma definitiva in tre movimenti, veloce-lento-veloce, con l' ultimo movimento spesso costituito da un minuetto. Queste ouverture venivano di frequente eseguite come pezzi da concerto. Poiché presto le sinfonie presero a utilizzare la forma sonata nel primo movimento, e spesso anche in altri, i precursori della sonata figurano anche nello sviluppo della sinfonia. Una terza importante influenza venne dagli intermezzi napoletani, le brevi opere comiche in cui, per la chiarezza del testo, le melodie erano costituite da combinazioni di brevi, nitidi motivi sostenuti da semplici armonie. Questo offriva al compositore materiale grezzo da ricombinare, riarmonizzare e sviluppare all'interno della forma sonata. Nel 1740 la sinfonia era ormai diventata il principale genere di musica orchestrale in importanti centri musicali come Mannheim, Berlino e Vienna. Johann Stamitz fu tra i primi ad aggiungere un quarto movimento, un rapido finale che seguiva il minuetto, e i secondi temi dei suoi movimenti di forma sonata hanno spesso un carattere nettamente contrastante con i primi temi. A Vienna dominavano le sinfonie in quattro movimenti, con un posto di rilievo per il primo, dove un' attenzione particolare veniva riservata all' integrazione melodica fra i temi. Il compositore austriaco Franz Joseph Haydn, il primo dei grandi sinfonisti viennesi, sperimentò costantemente nuove tecniche nella composizione orchestrale. Scrisse 107 sinfonie in cui prolungò e ampliò notevolmente la forma sinfonica. Spesso il primo movimento era preceduto da una introduzione lenta, i movimenti di sonata evitavano i contrasti tematici, i finali, in forma sonata o di rondò, hanno un peso e un vigore che non si trovano nelle opere di compositori precedenti. Haydn fece costantemente uso del contrappunto, integrandolo nello stile sinfonico. Mozart, come si evince dall' insuperata ricchezza inventiva delle sue 41 sinfonie, fu uno dei massimi maestri del genere. Le ultime tre sinfonie, in mi bemolle maggiore, in sol maggiore e la Jupiter, elevarono la composizione trasformandola da forma di intrattenimento in un veicolo di profonda espressività. Ludwig van Beethoven compose nove sinfonie espandendone grandemente la forma sì da renderle atte a rappresentare una gamma enorme di conflitti emotivi. Questi caratteri, già presenti nelle prime due sinfonie, diventano particolarmente significativi nella Terza sinfonia, detta l' Eroica: l' immenso primo movimento, ricco di energia creativa, seguito da un profondo movimento lento in forma di marcia funebre, un vivacissimo scherzo e un finale in forma di tema con variazioni. Nella Quinta sinfonia, Beethoven introduce un motivo ritmico e melodico di quattro note che unifica le sezioni contrastanti del lavoro. La Sesta sinfonia, Pastorale, descrive la serenità suscitata dal sublime spettacolo della natura, mentre una viva tensione verso l'assoluto caratterizza la Nona sinfonia, considerata una delle più grandi composizioni di Beethoven, che si conclude con un movimento corale basato sull'ode Alla gioia di Friedrich Schiller. L'emergere del romanticismo musicale portò due tendenze opposte nella composizione sinfonica: l' inserimento di elementi di musica a programma e l' adozione degli ideali della forma classica. Esempi della prima tendenza sono Berlioz e Liszt. Le loro sinfonie si rifanno a specifici programmi letterari e mostrano elementi del poema sinfonico. Schubert, viceversa, fu essenzialmente un classico nel suo approccio alla forma sinfonica, anche se va detto che le sue melodie e armonie sono inequivocabilmente romantiche. Le sue sinfonie più celebri sono l'Incompiuta (n. 8) e la Grande (n. 9). Le sinfonie di Felix Mendelssohn-Bartholdy e di Robert Schumann presentano le ricche caratteristiche armoniche del romanticismo. Le più famose sinfonie di Mendelssohn, la Scozzese (n. 3), l'Italiana (n. 4), e La Riforma (n. 5), contengono elementi di musica a programma, come suggeriscono i titoli. Le sinfonie di Schumann, come la Frühlings-Symphonie (La primavera, n. 1) e la Renana (n. 3), hanno una struttura non rigida e una grande melodiosità. ,La sintesi più riuscita tra forma sinfonica classica e stile romantico si trova nelle quattro sinfonie di Brahms. ajkovskij ne scrisse sei che combinano un'intensa emotività con tracce di musica popolare russa. Mahler ampliò moltissimo le dimensioni della sinfonia e ne alterò spesso la forma con estesi inserti di musica vocale. Dvorák si caratterizza per la perizia nell'impiego di motivi popolari, come nella sinfonia Dal nuovo mondo (n. 9). Le sinfonie si devono un po' a tutti i maggiori compositori