Pasqua

Dall’immagine tesa

vigilo l’istante

con imminenza di attesa –

e non aspetto nessuno:

nell’ombra accesa

spio il campanello

che impercettibile spande

un polline di suono –

e non aspetto nessuno:

fra quattro mura

stupefatte di spazio

più che un deserto

non aspetto nessuno:

ma deve venire;

verrà, se resisto,

a sbocciare non visto,

verrà d’improvviso,

quando meno l’avverto:

verrà quasi perdono

di quanto fa morire,

verrà a farmi certo

del suo e mio tesoro,

verrà come ristoro

delle mie e sue pene,

verrà, forse già viene

il suo bisbiglio.

Clemente Rebora

 

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NEL FUMO

Quante volte t’ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
Poi apparivi, ultima. E’ un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.

Eugenio Montale

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Ciao Paolo,

non aspetto altro

se non la resurrezione dei morti

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EPIFANIA

I re Magi hanno una cometa, gli emigranti una meta. Li accoglie il sorriso di chi non ha niente.

Erri De Luca

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NATALE

D’ora in poi, chi vorrà dire Dio, dovrà necessariamente parlare di un uomo.

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AVVENTO

Aspetto la risurrezione dei morti. Il Simbolo niceno-costantinopolitano non dice credo nella risurrezione dei morti, ma aspetto. Non si può credervi senza attenderla.

Piero Stefani

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Nulla è in regalo

Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo,
sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.

E’ così che è stabilito,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.

E’ troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.

Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l’obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.

Nella colonna Dare
Ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.

L’inventario è preciso,
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.

Non riesco a ricordare
dove, quando e perché ho permesso che aprissero
questo conto a mio nome.

La protesta contro di esso
noi la chiamiamo anima.
E questa è l’unica voce
che manchi all’inventario.

Wislawa Szymborska

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E quando mai…

ti abbiamo visto straniero e non ti abbiamo accolto? (Mt 25, 44)

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Consiglio

Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.

Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta nell’evitare.

Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato,

punta al bordo, costeggia,

il lanciatore di coltelli tocca da lontano,

l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di mancarlo.

Erri De Luca

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Quei due abbracciati

Quei due abbracciati sulle rive del Reno

potevamo essere anche tu ed io,

ma noi non passeggeremo mai più

su nessuna riva abbracciati.

Vieni, passeggiamo almeno in questa poesia.

Izet Sarajlic

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