Il paesaggio cuneese e le sue alterazioni
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Il paesaggio

Si parla di paesaggio nell'arte, nella geografia, nella geologia, nella fotografia, nell'ecologia, nell'urbanistica, nell'economia, nell'architettura, nell'archeologia ed in moltissime altre discipline, ma il significato che gli si attribuisce varia a seconda della materia.

Il paesaggio può essere identificato come immagine di un tratto della superficie terrestre, percepito dall'osservatore, che appaga i sensi, che è armonico nel suo insieme; spesso, però, è sinonimo di "panorama", ossia di veduta di un territorio da un determinato punto di vista.

In realtà il paesaggio è l'insieme di tutti quanti gli elementi e gli aspetti dell'ambiente, e per questo è la forma dell'ambiente.

Ogni singolo paesaggio si distingue da un altro grazie a particolari elementi:

  1. la struttura, che dipende dalla forma fisica e dalla specifica organizzazione spaziale;
  2. la funzionalità, che dipende dalla dinamica interna ed i cui elementi possono essere individuati sia nei diversi flussi di energia che investono il paesaggio, sia nelle relazioni che vengono a crearsi tra gli esseri viventi;
  3. la dinamica, che dipende dal trascorrere del tempo e dall'evolversi della struttura stessa e del proprio funzionamento;
  4. l'identità: un paesaggio è bello quando è riconoscibile come forma specifica di un determinato luogo; è brutto quando contiene elementi estranei che non si riconoscono come identificazioni del luogo (ad esempio, un edificio con tetto piano in montagna o un tetto con falde molto inclinate in un luogo mediterraneo produrranno un senso di disturbo e la loro visione sarà un elemento dissonante del paesaggio).

Ma il paesaggio non va considerato esclusivamente dal punto di vista estetico: se la piacevolezza è una qualità importante del paesaggio, il grado di benessere o di malessere che esso può produrre è legato a contenuti più complessi e meno immediatamente percepibili, che sono una condizione essenziale per un paesaggio vivibile. Dei ruderi possono essere esteticamente godibili perché richiamano una visione romantica ancora insita nella nostra cultura; la loro presenza è funzionale ad un paesaggio visitabile, ma non a un paesaggio abitabile. Una costruzione ipertecnica può essere bellissima come luogo di attrazione, ma disastrosa come luogo del vivere quotidiano, perché priva di elementi della memoria propri della nostra cultura.

La qualità del paesaggio deriva in varia misura da aspetti estetici, quali l'ordine, l'equilibrio formale, la varietà, ma anche da aspetti di identità, cioè da forme che ricordano la storia locale e le tradizioni culturali.

I caratteri del paesaggio sono quelli geografici, come la struttura del territorio, le quinte montuose, i corsi d'acqua, le specie viventi, gli interventi antropici, ma anche i luoghi generatori di benessere psichico, legati all'aspetto estetico, ma anche ad aspetti di identità e di riconoscimento del territorio.
Quindi il paesaggio va inteso non tanto come indicatore di una realtà fisica e storica, ma come insieme di forme e di strutture piacevoli a vedersi e fondamentali per il nostro benessere. In quest'ottica il paesaggio dei capannoni, che caratterizza ormai il nostro territorio, è completamente avulso dalla tradizione storica e culturale cuneese e nel contempo è anche brutto a vedersi, quindi non in grado di creare benessere psichico per le popolazioni che abitano la nostra provincia.

 

Classe 3ª A - Anno scolastico 2004/05 - Liceo Scientifico Statale "G. Peano" - Cuneo