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Un inetto in versione tossicaconfronto tra Renton e Zeno Cosini
La seconda analogia riguarda i rapporti col
gruppo in cui i personaggi sono inseriti. Renton ha bisogno del
sostegno di qualcuno che condivida il suo stile di vita
e si lega ad un
gruppo di sbandati come lui con i quali
Zeno e il suocero La terza e a mio parere più significativa
analogia sta nel modo in cui i personaggi si rapportano al resto
della società, soprattutto nella contraddittorietà
che
caratterizza questo rapporto. Il film infatti si apre con un monologo in cui Detto questo, sembra che sui due personaggi, incapaci di una ribellione che vada al di là di affermazioni generiche e velleitarie, cada un giudizio definitivo di condanna. Eppure in qualche modo, quasi inspiegabilmente, questi personaggi riescono ad essere simpatici. Un po' perchè sono autoironici e questa virtù, da sola, fa perdonare molti difetti e un po' perchè in loro c'è qualche cosa che ci rende partecipi di "un mondo che spaventa e incuriosisce allo stesso tempo". Non è solo il mondo dei tossicodipendenti, fatto di locali squallidi, stanze sporche e degradate, personaggi ambigui e pericolosi, ma è anche il nostro mondo interiore, che ci piacerebbe fatto solo di ragionevolezza, buoni sentimenti e perfezione morale, che invece nasconde debolezze, momenti di irrazionalità e istinti crudeli. Solo se riusciremo a prendere coscienza di questo "mondo alla rovescia", di questo labirinto che si nasconde in noi saremo anche in grado di dominare il mostro che lo abita: crederci troppo perfetti, troppo al di sopra di Renton e di Zeno è un atto di superbia che non ci aiuta a migliorare. Testi a
confronto
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Il rifiuto della società dei consumi |
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Scegliete
la vita, scegliete un lavoro, |
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Compresi
finalmente che cosa fosse la perfetta salute umana
quando indovinai che il presente per lei (sua moglie)
era una verità tangibile in cui si poteva segregarsi
e starci caldi….Essa sapeva tutte le cose che fanno
disperare, ma in mano sua queste cose cambiavano di
natura. Se anche la terra girava non occorreva mica avere
il mal di mare! Tutt'altro! La terra girava, ma tutte le
altre cose restavano al loro posto. E queste cose
immobili avevano un'importanza enorme: l'anello di
matrimonio, tutte le gemme e i vestiti, il verde, il nero,
quello da passeggio che andava in armadio quando si
arrivava a casa e quello di sera che in nessun caso si
avrebbe potuto indossare di giorno, né quando io non
m'adattavo di mettermi in marsina. E le ore dei pasti
erano tenute rigidamente e anche quelle del sonno.
Esistevano, quelle ore, e si trovavano sempre al loro
posto……. |
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Io cambierò... Metto la testa a posto, vado avanti, rigo
dritto. Scelgo la vita. Già adesso non vedo l'ora. Diventerò
esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il
maxitelevisore del cavolo, la lavatrice, la macchina, il
cd e l'apriscatole elettrico. Buona salute,
colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda
casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai-da-te,
telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel
parco, orario di ufficio, bravo a golf, l'auto lavata,
tanti maglioni, natali in famiglia, pensione privata,
esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in
attesa del giorno in cui morirai.
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Ma al signor dottor S. voglio pur dire il fatto suo.
Ci pensai tanto che oramai ho le idee ben chiare. Intanto egli crede di ricevere altre confessioni di malattia e debolezza e invece riceverà la descrizione di una salute solida, perfetta quanto la mia età abbastanza inoltrata può permettere. Io sono guarito! Non solo non voglio fare la psico-analisi, ma non ne ho neppur di bisogno. E la mia salute non proviene solo dal fatto che mi sento un privilegiato in mezzo a tanti martiri. Non è per il confronto ch'io mi senta sano. Io sono sano, assolutamente. Da lungo tempo io sapevo che la mia salute non poteva essere altro che la mia convinzione e ch'era una sciocchezza degna di un sognatore ipnagogico di volerla curare anziché persuadere. Io soffro bensí di certi dolori, ma mancano d'importanza nella mia grande salute. Posso mettere un impiastro qui o là, ma il resto ha da moversi e battersi e mai indugiarsi nell'immobilità come gl'incancreniti. Dolore e amore, poi, la vita insomma, non può essere considerata quale una malattia perché duole. Ammetto che per avere la persuasione della salute il mio destino dovette mutare e scaldare il mio organismo con la lotta e sopratutto col trionfo. Fu il mio commercio che mi guarí e voglio che il dottor S. lo sappia........... La vita attuale è inquinata alle radici. L'uomo s'è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l'aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze. V'è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande ricchezza... nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà dalla mancanza di aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco! Ma non è questo, non è questo soltanto. Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. ....Ma l'occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c'è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l'uomo diventa sempre piú furbo e piú debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l'ordigno non ha piú alcuna relazione con l'arto. Ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del piú forte sparí e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati. Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno piú, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po' piú ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie. |
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"La Coscienza di Zeno" si conclude dunque con un' oscura profezia, formulata molto prima che il mondo conoscesse la forza devastante dell'energia atomica usata a scopi bellici. Non si sa se l'interesse di Svevo per la teoria della relatività abbia potuto in qualche modo suggerire questo scenario oppure se la sensibilità di un artista, come è accaduto in molte circostanze, abbia saputo anticipare il fatto che "il triste e attivo animale" avrebbe potuto "scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze". Non c'è via di scampo per l'uomo perchè la sua specie ha intrapreso la strada sbagliata e inevitabilmente accadrà quello che è successo molte volte in passato: gli sbagli dell'evoluzione vengono cancellati dalle estinzioni con le quali la natura, madre e matrigna, si libera dei meno adatti.
Il destino dell'umanità non interessa invece a Renton, troppo preso dalla sua "salvezza individuale", sulla quale è lecito avere qualche dubbio. E' dunque un film che in realtà non si conclude, o meglio, che lascia allo spettatore l'incombenza di scegliere una conclusione sua (ne sarà davvero uscito oppure no?) e di formulare un giudizio su questo personaggio, al tempo stesso colpevole e innocente, persecutore e vittima, che condivide le contraddizioni di Zeno ma, forse anche a causa della differenza di età, appare meno incline alle analisi sociali lucide e disincantate e sicuramente più ottimista.
l'insegnante di Italiano
Gabriella Codolini