
Una
volta ingerito, l’alcol non subisce alcun processo digestivo
ma una piccola parte di essa passa dallo stomaco e
dall’intestino nel sangue e quindi al fegato, dove viene
metabolizzato in acqua, diossido di carbonio, acetaldeide e
metaboliti minori. La percentuale del metabolismo dell’alcol
varia tra i diversi individui, ma la media è
approssimativamente di 15 grammi di etanolo per ora.
Quando il consumo di alcol eccede questo tasso, la quantità
non metabolizzata resta in circolo, raggiungendo tutti i corpi
cellulari e attraversando la barriera ematoencefalica.
Un alcolemia pari a 80 mg/100 ml è il valore limite italiano
del codice della strada definito come intossicazione legale.
Vi sono individui incapaci di metabolizzare alcol e che
sperimentano effetti negativi dopo l’ingestione della
sostanza. L’esistenza di una predisposizione genetica allo
sviluppo della dipendenza d’alcol, è stata documentata in
diversi studi. Diversi alcolisti hanno un consanguineo con la
malattia, figli di alcolisti sono quattro volte più a rischio
a sviluppare alcolismo che i figli di genitori non alcolisti,
indipendentemente dall’ambiente in cui sono cresciuti. I
figli di alcolisti quando confrontati ai controlli hanno
mostrato risposte particolari alla prima assunzione di alcol:
una minore intensità di risposta all’alcol, caratterizzati
da minori sensazioni soggettive di ubriachezza, migliore
coordinazione mano-occhio, miglior controllo muscolare, più
basse risposte ormonali.
Una differenza geneticamente determinata nel metabolismo
dell’alcol produce una risposta soggettiva rinforzante,
maggiore prestazione, minore sensazione di ubriachezza. Questi
soggetti potrebbero incorrere facilmente in un disturbo da
dipendenza.
L’alcol agisce anzitutto come depressore dei centri
cerebrali superiori, quelli che hanno primariamente azione
inibitoria, quindi il suo effetto iniziale è di stimolazione.
Si riducono le tensioni e le inibizioni e il soggetto può
provare un sentimento espansivo di socialità e di benessere.
Viene assunto per ottenere una sensazione di ebbrezza e
leggerezza; aumento della loquacità, maggiore attitudine alla
socievolezza, facilitatore delle relazioni sociali con
sensazione di benessere e calore.
Di
seguito riportiamo alcune precauzioni e indicazioni
che è
utile considerare quando si fa uso di alcol:
·
è
difficile controllare gli effetti dell'alcol, soprattutto se
non si ha
la consapevolezza di doverli controllare
·
è
bene moderarsi e non andare troppo oltre nel bere
·
è
buona norma accompagnare l’alcol con del cibo
·
i
superalcolici sono da evitare il più possibile
·
le
distorsioni percettive di chi abusa di alcol sono intense, la
percezione del pericolo
e della velocità sono ridotte, gli effetti non sono
sempre prevedibili in interazione
con altre sostanze,
quindi:
·
non
guidare veicoli in stato di ebrezza
·
non
salire su un auto guidata da una persona ubriaca
·
non
mescolare i diversi tipi di alcolici
·
non
mescolare alcolici con altre droghe

A dosi maggiori l’alcol interferisce con i processi
complessi del pensiero; vengono poi interessati la
coordinazione motoria, l’equilibrio, la parola e la vista.
In questo stadio dell’intossicazione alcuni individui
diventano depressi e si appartano. L’alcol ha la proprietà
di attutire il dolore e in dosi maggiori di indurre sedazione
e favorire il sonno. Oltre al deterioramento psicologico
provato, una conseguenza seria dell’alcolismo cronico è il
grave danno fisiologico. Quasi ogni tessuto e ogni organo del
corpo viene interessato dal consumo prolungato di alcol. Si può
andare incontro ad una malnutrizione grave che comporta una
diminuzione delle vitamine del complesso B che causa grave
perdita della memoria (psicosi di Korsakoff). Altre
complicazioni fisiologiche sono: cirrosi epatica, alterazioni
a carico delle ghiandole endocrine e del pancreas, infarto
cardiaco, ipertensione e le emorragie dei vasi capillari che
sono responsabili del turgore e rossore del viso e
specialmente del naso, caratteristiche degli alcolisti
cronici. L’uso prolungato di alcol danneggia anche le
cellule cerebrali, specialmente quelle dei lobi frontali,
causando atrofia corticale e altre modificazioni strutturali.
Un forte consumo di alcol durante la gravidanza può
determinare un ritardo nello sviluppo del feto e del neonato e
causare malformazioni del cranio, facciali e degli arti, nonché
ritardo mentale: tale condizione è nota come sindrome
alcolica fetale.
La tossicità, quando combinata con la carente nutrizione
abituale in questi soggetti, risulta in malnutrizione e
tossicità tipico dell’alcolismo. L’alcolismo influenza lo
stato nutrizionale in diversi modi: l’appetito è soppresso
a causa dell’azione cerebrale dell’alcol, con una
conseguente riduzione dell’introduzione di cibo. L’alcol
sostituisce i cibi ricchi di nutrienti. I nutrienti ingeriti
sono: malassorbiti, scarsamente utilizzati, escreti in quantità
notevole; queste ultime alterazioni sono dovute all’azione
dell’alcol sul fegato, pancreas e tratto gastrointestinale.
L’alcol sembra influire sul SNC sia a livello cellulare che
biochimico causando una notevole diminuzione
dell’eccitabilità sinaptica. Allo stesso modo l’abuso
cronico di alcol determina la comparsa di profonde
modificazioni (di tipo compensatorio) a carico del SNC
rappresentate da:
·
alterazione
della neuroregolazione
·
alterazione
dei flussi ionici di membrana
·
rimaneggiamento
dei lipidi di membrana
a carico
del sistema gastro-intestinale
·
danni
alla mucosa del piccolo intestino, aumento della permeabilità
·
aumento
del volume del flusso biliare
·
aumento
della concentrazione e escrezione dei sali biliari
·
diarrea
con perdita di elettroliti
·
alterazione
dell’acidità gastrica
·
alterazione
dei tempi di svuotamento gastrico
a carico
del fegato
·
aumento
della sintesi degli acidi grassi
·
ridotta
ossidazione degli acidi grassi
·
aumento
dei trigliceridi
·
alterazione
del metabolismo degli aminoacidi
a carico
del pancreas
·
malassorbimento
degli acidi grassi essenziali, delle vitamine liposolubili e
del calcio
·
risposte
esocrine alterate
·
aumento
di assorbimento di ferro
·
escrezione
urinaria di magnesio, zinco e potassio
·
escrezione
urinaria di trigliceridi e fosfolipidi
·
diminuzione
dell’assorbimento di acido folico, glucosio, tiamina
·
diminuzione
dei livelli di: zinco, calcio, magnesio, glucosio, tiamina,
vitamine C e A
·
ipoglicemia
·
anemia
·
ipertensione
Il DSM III distingue tra abuso di alcol e dipendenza da alcol,
la dipendenza da alcol è una dizione che viene impiegata
quando ci sono segni classici della tossicodipendenza, la
tolleranza o le reazioni da astinenza come "i
malesseri" e i tremori mattutini delle mani e della
lingua, sudorazione, crampi, nausea, ansia, irritabilità che
possono scomparire o che possono essere alleviati solo con
l’assunzione di bevande alcoliche; le persone che cominciano
ad bere presto nella vita, sviluppano i primi sintomi di
astinenza intorno ai 30-40 anni. Ai fini delle due diagnosi è
necessario che le modalità del bere siano indicative che esso
è incontrollato. Gli individui hanno bisogno di bere ogni
giorno e non sono in grado di smettere o di ridurre malgrado
ripetuti sforzi di astenersi completamente oppure di limitare
il bere a certi momenti della giornata.
Il loro smodato desiderio di bere può essere tale da
spingerli a consumare alcol in forma non commestibile, ad
esempio attraverso le lozione per i capelli.
L’alcolismo è stato associato con alterazioni nel
metabolismo della serotonina e quindi la sua assunzione
sembrebbe provocare la liberazione di dopamina, nel sistema
mesolimbico-corticale, che media gli effetti gratificanti e di
ricompensa di diversi farmaci di abuso; tale effetto potrebbe
essere alla base della dipendenza alcolicrea.
L’alcol produce dipendenza, fisica, mentale, dopo un periodo
di abuso prolungato. E’ possibile allora che al mattino si
avvertano sintomi di mancanza della sostanza:
·
tremori
delle mani, alla lingua e alle palpebre
·
crampi
·
nausea
·
ansia
·
irritabilità
·
sudorazione
L'assunzione continuata di alcol può portare ad un fenomeno
di tolleranza alla sostanza. Questo fenomeno è il risultato
dell’adattamento epatico alla presenza dell’etanolo
(alcol). La soglia per produrre tale adattamento varia e può
essere determinata da variabili biochimiche definite
geneticamente; la tolleranza è anche legata alla diminuzione
della risposta dei neuroni del sistema reticolare ascendente e
del sistema ippocampocorticale alla cronicizzazione
dell’alcol. Tali modificazioni hanno come conseguenza la
tolleranza agli effetti sedativi e di ricompensa dell’alcol.
In generale il soggetto può apparire spaventato, depresso,
irrequieto e debole. I segni fondamentali da cui si può
capire la dipendenza dall’alcol sono:
·
viso
arrossato
·
sovrappeso
o magrezza esagerata
·
torpore
della reazione pupillare alla luce
·
sudorazione
profusa
·
tremori
muscolari marcati dei piccoli muscoli delle dita, del volto,
delle palpebre e della lingua
·
stanchezza
e dolori muscolari
·
diarrea
·
insonnia
·
vertigini
Atri
sintomi dell'intossicazione da alcol sono:
·
orinazione
frequente
·
lingua
secca, tremante, con bordi irregolari
·
fratture
costali
·
malattie
polmonari
·
pressione
arteriosa labile con innalzamento
·
sensibilità
cutanea
·
aumento
della temperatura corporea
L’alcol provoca una condizione di tolleranza cellulare;
pertanto, ogni improvvisa riduzione dei livelli di alcolemia
può essere seguita dalla brusca comparsa di sintomi di
astinenza agli effetti depressivi esercitati sul SNC
dall’alcol. Oggi si ritiene che la dipendenza alcolica sia
un fenomeno che si accompagna all’aumento del numero e
dell’attività dei recettori ( NMDA, VOC) del calcio e
quindi ad uno stato di ipereccitabilità neuronale latente.
Questa latenza può essere rotta dalla brusca sospensione del
bere cui consegue la comparsa di sintomi che sono
riconducibili agli effetti eccito-tossici alcol-correlati.
La Sindrome da Astinenza da Alcol (SAA) può essere definita
come segue: complesso di manifestazioni cliniche e bioumorali
di natura e intensità variabili che compare in seguito a
brusca sospensione del bere, e conseguente calo dell’alcolemia,
in un soggetto dedito ad abuso alcolico. La SSA è
esclusivamente osservabile in soggetti dediti ad abuso cronico
di etanolo, a differenza dell’intossicazione acuta alcolica
IAA, che può manifestarsi indifferentemente in alcolisti e
non. In questi soggetti, la brusca sospensione del bere è
seguita, di solito, dalla comparsa, a distanza di 6-30 ore
dall’ultima assunzione di alcol, di manifestazioni cliniche
e biochimiche di intensità variabile che sono tra loro
distinguibili. Secondo il DSM 3-r sono note 3 varianti
cliniche:
1.
astinenza
alcolica non complicata (AANC)
2.
allucinosi
alcolica (AA)
3.
delirio
da astinenza alcolica (DAA)
La Sindrome di Astinenza Minore si manifesta dopo 6 - 8 ore
dalla sospensione del potus ed è tanto più lunga quanto
maggiore è stata l’abitudine, potendo durare anche una
decina di giorni. I sintomi comprendono: tremori, irritabilità,
ansietà, tachicardia, ipertensione, disturbi
gastrointestinali.
L'Allucinosi Alcolica compare generalmente a distanza di 24
ore dalla sospensione del potus. Ai disturbi che
caratterizzano la Sindrome di Astinenza Minore si aggiungono
allucinazioni visive ed uditive responsabili di una
alterazione nel comportamento.
Il Delirium Tremens rappresenta il quadro più grave tra le
sindromi di astinenza alcolica; compare al massimo dopo 2
giorni (con picco di massima incidenza tra le 7 e le 24 ore)
ed è caratterizzata da gravi manifestazioni cliniche e
disorganizzazione del comportamento: il paziente appare
agitato, insonne, confuso, disorientato, sono spesso evidenti
fenomeni allucinatori visivi (microzoopsie) e disturbi
dell’ideazione (delirio occupazionale). Clinicamente si
rilevano iperidrosi, tachicardia, ipertensione, ipertermia,
tachipnea, midriasi; talora con nausea e cefalea . Le
complicazioni più frequenti sono rappresentate dalle crisi
epilettiche (generalizzate), dalla broncopolmonite ab ingestis,
dal collasso cardiocircolatorio conseguente alla
disidratazione dovuta alla iperidrosi e alla ipertermia.
L’astinenza da alcol può progredire attraverso quattro
stadi, oppure arrestarsi ad uno qualsiasi di questi, in
relazione a:
·
quantità
di alcol consumato
·
durata
della dipendenza
·
estensione
della tossicità e malnutrizione indotta dall’alcol
·
Gli
stadi saranno caratterizzati dalle rispettive manifestazioni
cliniche individuate dal
DSM 3
Stadio
1
Inizia dopo 6/12 ore dall’ultima ingestione, i sintomi
clinici sono quelli dell’AANC; l’età di insorgenza è
dopo i 30 anni. I sintomi scompaiono quasi sempre entro 5-7 gg,
possono scatenarsi crisi epilettiche motorie.
·
lieve
agitazione
·
ansia
e irrequietezza, depressione dell’umore, irritabilità
·
perdita
dell’appetito
·
tremori
delle mani della lingua delle palpebre
·
sonno
interrotto da incubi
·
ipertensione,
sudorazione, tachicardia
·
nausea
e vomito
·
malessere
o debolezza
·
cefalea,
gastrite
·
allucinazioni
transitorie generalmente poco strutturate o illusioni
·
secchezza
delle fauci
·
cute
gonfia e macchiata
Stadio
2
Inizia 48 ore dall’ultima assunzione. Si hanno i sintomi del
primo stadio e inoltre allucinazioni auditive, tattili,
olfattive tipiche dell’AA .Il soggetto può essere bene
orientato, presente, e riferire di essere allucinato.
L’esordio più tipico è intorno ai 40 anni e in genere dopo
dieci o più anni di alcolismo. I sintomi possono durare
parecchie settimane o mesi. Possono cronicizzarsi in
conseguenza di episodi ripetuti dei disturbi Nel tentativo di
fuggire alle "voci" minacciose, il soggetto può
arrecare danno a sé o ad altre persone. Il delirium è
assente.
Stadio
3
L’alcolista entra nello stadio 3 entro le 48 ore dalla
sospensione del bere. I sintomi sono quelli dello stadio 1 con
inoltre convulsioni, singole o plurime (stato epilettico).
Stadio
4
Un alcolista che sia bevitore inveterato da un certo numero di
anni può anche andare incontro ad una sindrome da astinenza
detta delirium tremens quando il suo tasso
ematico di alcol cala improvvisamente. Il primo esordio si
manifesta a distanza di 5-15 anni dall’inizio dell’abuso
alcolico. Il delirium tremens inizia da due o
tre giorni fino a una settimana dalla sospensione del bere, ma
può anche esordire fino a dieci giorni dalla sospensione nel
caso in cui siano coinvolte altre sostanze. Esso è
caratterizzato dai sintomi dello stadio 1 e inoltre dai
sintomi del DAA:
·
profonda
confusione
·
disorientamento
·
allucinazioni
vivide, visive, uditive, tattili
·
febbre
·
ipertensione,
sudorazione, aumento della frequenza cardiaca
·
arresto
del respiro
·
convulsioni
In molti casi gli alcolisti oltre che di alcol abusano anche
di BDZ e per tale motivo i sintomi dell’astinenza da alcol
possono essere mascherati e emergere solo alla sospensione
delle stesse. Per l’alcolista in crisi di astinenza esiste
pericolo di morte se non viene ricoverato tempestivamente in
ospedale e sottoposto a cure mediche.

Trattamento
dell’intossicazione acuta e dell’astinenza ( IAA-SAA)
La sindrome da astinenza, rappresenta un complesso di
manifestazioni sintomatologiche variabili che fanno seguito,
frequentemente alla brusca sospensione del bere in un soggetto
che abusa o dipende dall’alcol. Non sempre, però, la
sospensione del bere si associa alla comparsa di disturbi
significativi che necessitano del trattamento farmacologico.
E’ possibile trattare l’intossicazione e l’astinenza sia
in ricovero ospedaliero che presso i servizi territoriali per
le tossicodipendenze (SERT), questo a seconda dei casi e in
base all' indicazione degli operatori dei SERT. In ogni caso
il paziente non dovrebbe mai disintossicarsi da solo o sotto
le cure di amici e familiari, ma affidarsi alle due soluzioni
sopra indicate.
La detossificazione e la riabilitazione devono essere
individualizzate per ogni paziente. Il tempo per una adeguata
detossificazione può variare dai tre giorni alle sei
settimane, in relazione allo stato fisio-psicologico del
soggetto. Anche dopo la detossificazione il paziente deve
essere seguito e controllato per la sua totale riabilitazione
presso gli ambulatori di base o i servizi territoriali. Liskow
e Goodwin hanno distinto classi di farmaci per il trattamento
dell’alcolismo: agenti per il trattamento dell’alcolismo,
agenti antidesiderio, agenti per trattare concomitanti
problemi psichiatrici, agenti per trattare concomitanti
problemi alcol-droghe.
altre patologie aggravate dall’assunzione di alcool
etilico
Il farmaco è controindicato nei casi di malattie organiche e
mentali gravi, nella malattia epilettica e convulsioni
epilettiformi, nella pregressa o attuale dipendenza da
sostanze stupefacenti, gravidanza o allattamento. L’Alcover
deve essere impiegato sotto diretto controllo medico e deve
essere assunto in presenza di una persona direttamente
delegata dal medico, quando trattasi di pazienti affetti da
deterioramento mentale e da grave compulsione all’alcol
etilico, dotati di ridotta capacità di intendere e di volere
e quindi esposti al rischio di sovradosaggio e di
intossicazione acuta. Sono da evitare alcune interazioni
farmacologiche con farmaci antiepilettici e sostanze
psicoattive, l’uso contemporaneo con tali farmaci va dunque
evitato. Si possono avere degli effetti sulla capacità di
guidare autoveicoli o azionare macchinari.