Nel mese di gennaio 2005, il Liceo Scientifico "Giuseppe Peano" di Cuneo ha allestito presso la Sala Esposizioni della Provincia di Cuneo, che patrocinava l'iniziativa, una mostra di immagini e testi che illustrano il cambiamento nel modo di percepire e di misurare il tempo dal pensiero antico alla teoria della relatività ristretta, della quale ricorre il centesimo anniversario nel 2005, dichiarato dall'Unesco "Anno Mondiale della Fisica". L'iniziativa ha concluso un progetto didattico avviato nel 2003 col sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Torino intitolato "L'uomo e le stelle", col quale si intendeva analizzare il rapporto tra uomo e cielo sotto diversi punti di vista: scientifico, letterario, filosofico, storico, artistico.

Fin dall'antichità le stelle hanno consentito all'uomo non solo di orientarsi nello spazio, ma anche di misurare il trascorrere degli anni, delle stagioni e delle ore del giorno. Una parte del lavoro è stata infatti dedicata alla catalogazione fotografica delle meridiane antiche e moderne di molti paesi della provincia di Cuneo ad opera di Federico Venni, alunno della classe 5ª D. La mostra, che ha ottenuto l'appoggio dell'Associazione Italiana per l'Insegnamento della Fisica (A.I.F.) era suddivisa in varie sezioni.

Una prima sezione presentava i vari tipi di meridiana: ad ore babilonesi, canoniche, italiche, francesi o moderne e forniva gli elementi basilari di astronomia per la comprensione del funzionamento degli orologi solari.
In particolare venivano poi esaminate quelle a camera oscura, costruite ancora nell'Ottocento per regolare gli orologi dei campanili non ancora sufficientemente precisi.

Una seconda sezione ha analizzato l'evoluzione della fisica nel tempo attraverso le biografie degli studiosi che hanno contribuito in modo rilevante all'elaborazione delle sue teorie fondamentali. Gli scienziati sono stati raggruppati fra loro in base ai loro campi di interesse prevalente e in ordine cronologico all'interno di ogni gruppo.

Una terza sezione era dedicata in modo specifico ad Albert Einstein, che ha rivoluzionato l'idea del tempo e dello spazio. Oltre ad illustrare la sua attività non solo di scienziato ma anche di intellettuale attento e partecipe agli avvenimenti politici e sociali del suo tempo, la mostra presentava alcuni materiali che illustravano in modo semplice le sue teorie e le loro implicazioni più stupefacenti, come il famoso "paradosso dei gemelli" o "la relatività della simultaneità".

È stato analizzato in particolare il 1905 anno in cui Einstein ha pubblicato tre articoli fondamentali sull'effetto fotoelettrico, sul moto browniano e sulla relatività ristretta, i quali hanno avuto numerose applicazioni tecnologiche, anche recenti, quali il LASER, la cellula fotoelettrica e il GPS.

Queste scoperte hanno aperto nuove strade alla conoscenza scientifica, ma non offrono risposte definitive agli interrogativi che l'uomo si pone di fronte al trascorrere del tempo. Per quanto ne sappiamo, esso è nato insieme alla materia, quindi non ha dunque senso chiedersi cosa esistesse "prima" dell'Universo, ma questa "barriera" intellettuale non riesce a fermare il nostro desiderio di conoscere, insofferente di ogni limite. Ed esiste forse un tempo assoluto, indipendente da chi lo percepisce e lo calcola?